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Sgomberi e bonifiche marzo 9, 2010

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Segnalato da : Massimo Inches

COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIERE PDL MASSIMO INCHES 2° Municipio

OGGETTO: Viadotto delle Valli situazione degrado e pericolo

I nomadi si erano  accampati con capanni sul viadotto delle Valli, pochi metri prima dello svincolo per la tangenziale Est, direzione via Salaria ed i cittadini residenti nel quartiere africano si erano rivolti al consigliere Pdl Massimo Inches, che ne aveva prontamente richiesto lo sgombero.

I militari adesso hanno provveduto alla demolizione dei capanni ed i nomadi si sono allontanati.

Purtroppo è rimasta  una grave situazione di pericolo, per chi si trova a passare a piedi sul viadotto delle Valli. I precedenti occupanti hanno infatti divelto ed abbattuto la recinzione metallica di protezione  che costeggiava il marciapiede,  con il rischio   per chi vi dovesse accedere, di precipitare su di una scarpata, con uno strapiombo di parecchi metri, senza lasciare scampo a chi dovesse perdere l’equilibrio sul terreno viscido.

Inoltre tutta l’area verde è ricoperta d’immondizia ed i resti dei capanni sono sparsi ovunque, compreso alcuni oggetti provenienti dal cantiere Metro B1, come taniche ed altro; durante la permanenza dei nomadi era aumentato considerevolmente il numero di furti, soprattutto di carburante dai veicoli in sosta.

Inches richiederà la bonifica di tutta la zona, eliminando la grave situazione di degrado esistente, e la messa in sicurezza della recinzione, per prevenire incidenti.

Le istituzioni all’Idroscalo dopo 40 anni febbraio 25, 2010

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Dopo 40 anni le istituzioni sono tornate all’idroscalo di Ostia ed ora tornano ad essere battuti quei sentieri lasciati al degrado per davvero troppi anni.

Una operazione di smantellamento delle baracche e forse anche delle case abusive che negli anni si sono costruite su di un’area abbandonata al degrado e alla malavita.

Molti abitanti del luogo auspicano un’azione di condono e questo in virtù di una occupazione abusiva ultra decennale, e quindi che la baracca trasformatasi in casetta e con l’andar del tempo in villetta possa ufficialmente divenire una proprietà condonata così come dichiarato da alcuni cittadini ad una rete TV.

Di seguito le dichiarazioni del Sindaco tratte dal sito Alemanno 2.0.

Laura

L’incontro che si é svolto oggi pomeriggio in Campidoglio, tra una delegazione dell’Amministrazione comunale e un gruppo di rappresentanti degli abitanti dell’Idroscalo, è stato estremamente positivo. Abbiamo spiegato come da un lato  dobbiamo agire in conseguenza di precisi obblighi di legge che ci costringono ad intervenire per mettere in sicurezza l’area dell’Idroscalo, soggetta a rischio esondazioni. Dall’altro abbiamo spiegato che il nostro obiettivo è quello di giungere al progetto di risanamento il più possibile condiviso con la popolazione locale.
Per queste finalità abbiamo aperto un tavolo di confronto permanente con i cittadini della zona e abbiamo garantito personalmente che gli interventi di demolizione più immediati riguarderanno esclusivamente le costruzioni esistenti davanti al fronte mare. Abbiamo quindi invitato tutti i cittadini dell’Idroscalo a mantenere la massima calma per evitare inutili tensioni e per partecipare a un processo di risanamento dell’area che esclude qualsiasi intervento di carattere speculativo.

Invito gli esponenti istituzionali e politici a non fare inutili demagogie sulla vicenda dell’Idroscalo dove l’Amministrazione comunale intende solo fare un intervento specifico per salvaguardare le aree a maggiore rischio esondazione. Non ci si può lamentare dei disastri ambientali che spesso causano vittime tra la popolazione se ogni qual volta si cerca di intervenire qualcuno mette in azione pratiche dilatorie. Il Comune deve intervenire in quell’area secondo un preciso obbligo di legge e nel contempo ha già concordato con i rappresentanti della zona i confini del’intervento per evitare eccessivi disagi sociali e la violazione di diritti acquisiti dei cittadini. Già da domani faremo partire un tavolo di concertazione con le popolazioni locali per definire un progetto di bonifica complessiva dell’area e auspichiamo che anche la Regione partecipi a questo tavolo.

Idroscalo di Ostia: Demolizione di manufatti – IL VIDEO

Aria di pulito febbraio 22, 2010

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Segnalato da : Massimo Inches

COMUNICATO STAMPA DI:
Fabrizio Santori presidente Commissione Sicurezza Comune Roma
Lavinia Mennuni delegato del Sindaco alle Pari Opportunità
Roberto Cappiello presidente Commissione Sicurezza 2° municipio
Massimo Inches commissario per la Sicurezza 2° municipio

I suddetti Consiglieri PdL comunicano con soddisfazione che oggi la polizia municipale del 2° gruppo, con operatori Ama, ha proceduto allo sgombero ed alla bonifica dei quattro sottopassaggi-vie di fuga di Porta Pia e Corso Italia, come richiesto da tempo da Cappiello ed Inches.

Santori aveva promesso pochi giorni fa che l’amministrazione avrebbe provveduto allo sgombero e bonifica di 60 sottopassi nella Città, ad iniziare proprio da Corso Italia, ed oggi ha dato soddisfazione ai tanti residenti che sollecitavano l’intervento.

La Mennuni, in qualità di delegata del Sindaco,  molto presente sul territorio  del 2° municipio, aveva espresso sconcerto per la violenza sessuale consumata pochi giorni fa ad  una donna, proprio nel sottopassaggio di Corso Italia, ed aveva dichiarato da subito la propria disponibilità  per riportare il decoro e la sicurezza nel quartiere.
Cappiello ed Inches si sono intanto fatti promotori di un Consiglio Straordinario che si terrà entro pochi giorni nel parlamentino del municipio in via Dire Daua,  inerente l’impegno continuativo da parte delle forze dell’ordine per garantire, anche in futuro,  affinchè le vie di fuga dal Muro Torto non tornino ad essere nuovamente terre di nessuno, in mano a sbandati, trans e prostitute, frequentate da spacciatori e giovani in cerca di sballo.


Il risultato ottenuto è la prova di quanto sia importante  la collaborazione tra Comune e Municipio, per risolvere i problemi nei nostri quartieri e l’impegno viene nuovamente assicurato per il bene e l’amore dei nostri concittadini.

Casilino 900 : dal degrado al simbolo della rinascita della città febbraio 16, 2010

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Segnalato da : Fabrizio Santori

Comunicato stampa

 Casilino 900, Santori : “Via gli ultimi rom: dal degrado al simbolo della rinascita della città”

“Con il trasferimento delle ultime persone, tutte di nazionalità montenegrina e tra le quali cinque donne e 18 minorenni, si è finalmente concluso lo sgombero del Casilino 900, il campo più grande d’Europa che per decenni ha relegato nel degrado e nell’insicurezza l’intera zona. E’ una grande vittoria contro l’illegalità e l’abusivismo diffusi da sempre negli insediamenti dei rom, il primo passo verso la completa realizzazione del piano nomadi voluto dal Sindaco Alemanno. Un piano che proseguirà per obiettivi, primi fra tutti la chiusura degli altri campi tollerati, per restituire decoro e sicurezza alla città”. Lo dichiara in nota il presidente della Commissione sicurezza urbana Fabrizio Santori, che ribadisce “la propria soddisfazione per il successo del complicato intervento”.

“Si è trattato dell’ultima parte di un’operazione delicata e complessa durata settimane, che si è riusciti a compiere con efficienza e senza attriti né tensioni. I rom presenti nel campo erano oltre seicento. Dopo anni di immobilismo e finto buonismo ora l’area è libera – conclude Santori – le baracche sono state abbattute e nei prossimi giorni si completerà la bonifica perché presto possa tornare a disposizione dei cittadini come area verde. Dal degrado germoglierà il simbolo della rinascita dell’intera città nel rispetto del decoro e della sicurezza dei residenti ”.  

Villa Leopardi atto II febbraio 15, 2010

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Segnalato da : Massimo Inches

COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIERE PDL 2° MUNICIPIO MASSIMO INCHES  ( 13/02/2010)

OGGETTO : Intervento Vigili del Fuoco messa in sicurezza Villa Leopardi

I residenti del quartiere hanno chiamato il  consigliere Pdl Massimo Inches per mostrare lo stato di pericolo all’interno del parco Villa Leopardi, causato dall’inferriata pericolante, divenuta oramai la porta d’accesso nell’edificio storico Liberty, da parte di extracomunitari, dove hanno stabilito il loro dormitorio.

Nonostante il consigliere avesse già richiesto un intervento urgente alla Polizia Municipale per eliminare i rischi per l’incolumità, soprattutto dei bambini, con fax datati 29 Gennaio, non era intervenuto ancora nessuno; l’inferriata sradicata dagli occupanti abusivi, pesante alcuni quintali, si presentava divelta e pericolante, addirittura parzialmente smurata dalla soglia di marmo.

Per eliminare l’inconveniente Inches ha richiesto l’aiuto ai Vigili del Fuoco, che hanno inviato immediatamente una loro squadra, che ha rimosso l’inferriata pericolante ed eliminato lo stato di pericolo.

Il caso ha voluto che l’intervento sia stato effettuato proprio dalla stessa squadra 6A, completamente ricostituita,  intervenuta eroicamente il 27 Novembre 2001 alle ore 9,30 in via Ventotene, annientata dall’esplosione del gas, che aveva pagato il suo coraggio con quattro vittime tra i Vigili del Fuoco e due feriti gravissimi, poi congedati per invalidità.

Dopo l’intervento dei Vigili del Fuoco è intervenuta anche la pattuglia dei Carabinieri di via Acherusio, che con grande senso di responsabilità vigilano quotidianamente all’interno del parco.

Il consigliere ha oggi nuovamente richiesto l’intervento alla Polizia Municipale, per ripristinare la chiusura dell’edificio, per impedirne l’ingresso ai bambini e curiosi, che potrebbero rimanere coinvolti a causa dell’inagibilità dell’edificio.

Segnalazione 29 Gennaio e Villa Leopardi atto I

Villa Leopardi febbraio 5, 2010

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Segnalato da : Massimo Inches

COMUNICATO DEL CONSIGLIERE PDL 2° MUNICIPIO MASSIMO INCHES (29/01/2010)

Per la Redazione Degrado di Roma

I cittadini residenti nel 2° municipio si sono rivolti al consigliere PdL Massimo Inches, dopo avere appreso dell’incendio divampato in via Nomentana 260, in un ex vivaio, dove aveva trovato la morte un clochard, ritrovato carbonizzato.  La loro preoccupazione è causata dalla presenza dell’edificio di via Nomentana 387 – situato a pochi metri dal luogo della disgrazia – adibito ad elegante palazzina stile Liberty, edificato nel 1906, all’interno del parco Villa Leopardi, già in passato utilizzate come  albergo e successivamente a sede ed autorimessa del 2° gruppo della polizia municipale.  Poiché moli anni fa si era verificata la caduta di calcinacci, anche all’interno, la struttura, di proprietà comunale, era stata dichiarata inagibile e sgomberata e per evitare l’accesso da parte di estranei, per la loro stessa  incolumità, erano state murate  le finestre e bloccate tutte le porte d’ingresso.

Alcuni frequentatori del parco hanno notato uno strano via vai da parte di persone di colore, che soprattutto nelle ore serali, sono solite accedere all’interno dell’area recintata circostante la palazzina, scavalcando il muro di cinta sulla via Nomentana, utilizzando per arrampicarsi la centralina (cassonetto) delle telecamere di sorveglianza (quando si dice che le telecamere non servono a nulla!) poste sulla stessa via.

L’Inches effettuava un sopralluogo, constatando che è stato creato un varco attraverso l’inferriata di protezione della palazzina, mediante il taglio e la forzatura della recinzione, tanto da permettere a chiunque di accedere molto facilmente.   All’interno si  presenta la solita scena degli insediamenti dei nomadi: una grande quantità di immondizia, rifiuti alimentari, bottiglie vuote di birra, sparse ovunque sul manto erboso; una lunga transenna è  posta a ridosso di una parete della palazzina, a mo’ di scala, per poter entrare in una finestra del primo piano; altre finestre murate sono  sfondate, con un grosso foro, utile per poterci passare attraverso.  La scoperta più grave è stata la forzatura della porta d’accesso ad un locale-magazzino, evidenziando al suo interno  masserizie, indumenti ed altri oggetti utili a dimostrazione che è effettivamente abitato abusivamente.

E’ una situazione inaccettabile che una struttura così bella e di pregio sia lasciata incustodita ed abbandonata all’incuria, abitata da persone che potrebbero accendere dei fuochi per riscaldarsi, mettendo a repentaglio il parco storico di Villa Leopardi, che ospita tra l’altro il centro anziani e la biblioteca municipale.  Il varco nella recinzione è un grave pericolo per i bambini, che potrebbero accedere fino all’interno della palazzina, anche attraverso i fori nelle finestre murate, e trovarsi esposti al pericolo di crolli o addirittura esposti a delinquenti pedofili senza scrupoli.

Per tale motivo oggi stesso il consigliere Inches ha inviato segnalazioni alla polizia municipale per far mettere immediatamente in sicurezza l’area interessata e sgomberare tutti gli occupanti che  abitano nella palazzina.

Dalle promesse .. i fatti febbraio 3, 2010

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Lo sgombero del campo nomadi casilino 900 è in corso così come si legge sugli articoli che di seguito propongo, e che avrete certamente letto nei quotidiani delle scorse settimane.

Trasferimento Casilino 900, per Torre Spaccata è una svolta storica
Casilino 900, atto finale
Il Piano Nomadi nel Municipio XV

Certamente una buona notizia.

Lo sgombero interessa quindi il più grande campo di Roma se non d’Europa, e da questo si è voluto partire. Lo spostamento avverrà collocando queste persone nei 13 campi autorizzati che sono stati riqualificati e che offrono presidi sanitari e di vigilanza, e poi pulmini di trasporto da e verso le scuole … e poi in progetto “Borse lavoro” per il recupero sociale. Questo quanto commentato da ospiti in una trasmissione del 25/1/2010.

Laura

Una bella ed una brutta febbraio 2, 2010

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Due letture prese oggi da due differenti quotidiani.

Una bella da “Il Giornale”  La capitale alla guerra del colore: un piano per gli edifici del centro e la stessa dal Comune di Roma 

Insomma sgravi fiscali a quei condomìni che restituiranno ai palazzi del centro, il loro antico splendore. “Sgravi fino all’80%, infine, anche per il restauro facciate degli stabili – pubblici e privati – deturpati da graffiti e scritte vandaliche, a condizione che l’intervento preveda l’impiego di materiali resistenti all’opera dei “writers”.

 

ed una brutta da “Il Messaggero” e segnalata da Romina :

Da Termini a Palazzo Massimo, il degrado tra turisti e pendolari

Laura

Nomadi al Viadotto delle Valli gennaio 18, 2010

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Segnalato da : Massimo Inches

COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIERE PDL MASSIMO INCHES 2° Municipio (05/01/2010)

Dopo circa tre mesi i nomadi si sono nuovamente accampati con capanni sul viadotto delle Valli, pochi metri prima dello svincolo per la tangenziale Est, direzione via Salaria.

Numerosi cittadini residenti nel quartiere africano si sono rivolti al consigliere Pdl del 2° municipio Massimo Inches, commissario per la sicurezza, preoccupati per il nuovo insediamento, con costruzione di capanni, proprio sul prato che costeggia il marciapiede dove abitualmente gli abitanti vanno a passeggiare, distante una cinquantina di metri dall’abitazione del consigliere.     Per poter accedere nella zona occupata, hanno divelto ed abbattuto la recinzione di protezione che costeggia il viadotto della Valli, creando un grave di stato di pericolo per chi vi dovesse accedere, visto che il prato termina con uno strapiombo di parecchi metri, e non darebbe alcuno scampo all’ignari visitatore.

Nei giorni di sabato e domenica gli zingari sarebbero soliti parcheggiare un furgone ed un’autovettura di grossa cilindrata sulla corsia di preselezione che incanala il traffico in direzione della tangenziale Est, con grave intralcio al traffico veicolare in atto; inoltre alcuni di loro sono soliti bivaccare sul marciapiede con abbondanti libagioni di birra, creando ansie ed apprensioni ai pedoni che devono camminare in mezzo a loro.

Sicuramente trattasi degli stessi nomadi già sgomberati dal 4° gruppo Nae, segnalati dall’Inches, che si erano accampati all’ingresso delle giostre;  alle operazioni del 26 Settembre il consigliere si era fatto notare dagli zingari per il suo impegno, e molto probabilmente fu anche la causa che portò al danneggiamento della sua autovettura, la  notte successiva allo sgombero, parcheggiata sotto l’abitazione.

Inches ha denunciato nuovamente questa  occupazione abusiva al comando del corpo della Polizia municipale ed al 2° gruppo, oltre al Gabinetto del Sindaco, richiedendo un intervento rapido, perché i residenti non accettano questa situazione di degrado e di pericolo su un’arteria collocata a pochi metri da viale Libia, affollatissima per i saldi di fine stagione.

Siamo in attesa che la nostra amministrazione effettui la ricollocazione dei campi rom abusivi e tollerati, ma nel frattempo il Sindaco Alemanno deve mandare un segnale inequivocabile di rigore, sgomberando immediatamente tutti i microinsediamenti, di cui veniamo a conoscenza noi consiglieri municipali, che più di altri siamo presenti nei quartiere romani ed a contatto giornaliero con cittadini.  Questo segnale di discontinuità dalla precedente politica di accoglienza della sinistra, dimostratasi fallimentare e di cui adesso ne stiamo pagando le conseguenze, è richiesto a gran voce dalla maggioranza di chi ha votato PdL ed adesso anche da molte persone, pentite di non averci sostenuto dal primo giorno.

denuncia insediamento

In nome della civiltà e dell’accoglienza novembre 26, 2009

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Segnalato da :  Massimo Inches

COMUNICATO DEL CONSIGLIERE PDL MASSIMO INCHES 2° Municipio (23/11/2009)

 OGGETTO: Degrado in Via Foce Dell’Aniene

Dopo avere denunciato alla Procura – che ha aperto una fascicolo – l’estorsione che i nomadi di via del Foro Italico compiono ai danni della comunità filippina residente in via Foce dell’Aniene, imponendo loro il pagamento dell’acqua comunale fornita dal Comune, ho voluto conoscere queste persone, insieme al consigliere straniero aggiunto nel 2° municipio, Alexander Malabrigo.

In via Foce dell’Aniene vivono circa un centinaio di persone, compreso i minori e due famiglie  italiane, in maggior parte di nazionalità filippina; sono ben integrati nella nostra Città, lavorando gli uomini come operai e le donne impiegate come colf e badanti; il popolo filippino è di natura molto mite e rispettoso, e molto benvoluto dai “vicini” romani, i quali vantano una tradizione di due generazioni come pescatori d’anguille nel Tevere.

Tutti hanno ricevuto regolare residenza anagrafica presso gli uffici municipali.

L’eredità ricevuta dalle precedenti amministrazioni di sinistra è sconvolgente e dimostra quanto sia stato irresponsabile ignorare questa comunità, che dagli anni 90 è aumentata, con numerosi nuclei familiari, dove sono nati bambini, che frequentano le scuole, senza avere mai ricevuto alcuna forma di assistenza dalle istituzioni, ad eccezione delle utenze elettriche.

Nonostante le avversità, queste persone riescono a portare avanti un’esistenza dignitosa, su una strada senza via d’uscita, priva della rete fognaria, dell’acqua e dell’illuminazione; durante le piogge il transito è reso difficoltoso dalle pozze d’acqua che si formano sull’intera carreggiata; in caso di piena del Tevere è molto alto il rischio di esondazione che potrebbe travolgere tutte le abitazioni; nel precedente inverno, poco dopo la confluenza dell’Aniene nel Tevere, si è verificato uno smottamento del terreno sottostante le loro baracche, dando adesso l’immagine di un presepe affacciato a strapiombo sul fiume, facendo vivere i filippini in una situazione di estremo pericolo.

Insieme al  consigliere aggiunto,  abbiamo protocollato una interrogazione al presidente del 2° municipio, informando della grave situazione esistente in via Foce Dell’Aniene, richiedendo un impegno scritto su come intende attivarsi presso tutti gli uffici competenti per far arrivare in questa località la rete fognaria, l’acquedotto comunale e sistemare la carreggiata stradale.

Quando sono stato eletto consigliere municipale, non avrei mai immaginato che potessero esistere località abitate, prive dell’acqua e delle fogne nel 2° municipio, soprattutto in una località distante poche centinaia di metri dall’elegante quartiere dei Parioli e addirittura a pochi metri, Via Fiume, dal potente circolo Canottieri Aniene; io mi batterò per sostenere questi cittadini, che, a differenza dei loro “vicini” nomadi, non si trovano in maggior parte agli arresti domiciliari, non delinquono e sono una risorsa per tante famiglie romane che hanno aperto le abitazioni a gente per bene ed onesti lavoratori.

Sembra incredibile, ma quando li ho conosciuti mi avevano solo richiesto di non dover più pagare l’acqua comunale agli zingari, senza pensare che quello di cui hanno bisogno è il minimo indispensabile per la sopravvivenza di un essere umano e che la nostra Città è in debito con loro da anni.

Mi rivolgo alla stampa romana, per appoggiare questa mia battaglia  appena iniziata, che dovremo vincere tutti insieme, in nome della civiltà e dell’accoglienza che meritano tutti i cittadini del mondo, che vengono da noi per lavorare e vivere in pace in Italia.