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Alemanno: “Un tricolore su ogni finestra” settembre 20, 2009

Posted by degradodiroma in Le mie segnalazioni.
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Oggi alle ore 9.20 in Via Appia, un corteo  si avvicinava lentamente e senza troppo dare nell’ochio, all’areoporto di Ciampino. In una di queste macchine era a bordo il presidente Napolitano che andava ad accogliere le salme dei 6 militari, eroi Italiani, morti in Afghanistan nei giorni scorsi.

napolitano2

Mi unisco all’appello di Alemanno: “Un tricolore su ogni finestra”, ed espongo sin da ora il mio.

Laura

Commenti

1. manuele mariani - settembre 20, 2009

più che ad ogni finestra, almeno ad ogni pennone !
se ne contano a decine in giro per l’Italia di pennoni spogli, inclusi i porta bandiera dei balconi delle vecchie case !
a proposito, perché (gli orrendi) balconi delle nuove costruzioni non sono più muniti di porta bandiera ?

2. n@po - settembre 20, 2009

Concordo con Manuele,la nostra bandiera dovrebbe sventolare sui pennoni degli edifici pubblici,ma a volte non c’è oppure è rovinata.

3. Riprendiamociroma - settembre 21, 2009

Sarebbe più giusto commemorare questi ragazzi, non la nazione che li ha mandati a morire. Mettiamoci le loro foto al posto della bandiera.

4. fabio maximo - settembre 21, 2009

sei sempre polemico rip.roma , tu forse non lo sai ma sono morti per il tricolore ed e giusto rendergli onore.
Una curiosità sei tu che imiti D.E. o e lui che imita te ?

5. Riprendiamociroma - settembre 21, 2009

Sono morti per quello in cui credevano, pensando di fare qualcosa in nome della loro patria. Molti di loro sono morti per lo stipendio, essendo ragazzi del sud a cui non resta molta altra scelta che quella di arruolarsi. Per una nazione che gli chiede di giustificare ogni proiettile sparato, che li manda in guerra senza neanche dargli la possibilità di difendersi. Si riducono a chiedere proiettili agli americani.

6. Les - settembre 21, 2009

Io invece sto a San Paolo, a pochi metri dalla cerimonia.
Si può essere antimilitaristi ma oggi il tricolore italiano rappresenta la libertà contro l’integralismo, è un simbolo che saluta i militari caduti per una missione condivisa dalla comunità internazionale.

7. Albert1 - settembre 21, 2009

Onori ai Caduti.

8. Riprendiamociroma - settembre 21, 2009

Non è questione di essere o meno antimilitaristi, ma di voler riconoscere il valore dei militari e di volerli commemorare per il loro egregio lavoro, senza inutili retoriche nazionalistiche.
Stavano forse combattendo per la patria? Manco per sogno. Stavano facendo il lavoro sporco per salvare la faccia (e gli accordi) di chi ogni giorno fa la bella vita, di chi va a mignotte e di chi va in barca a vela. Di chi magari ha la scorta 24 ore su 24 e te militare che stai a 50 gradi all’ombra con la mimetica e il fucile in spalla ti chiedono pure di risparmiare i proiettili. Non sopporto che ci si ricordi dei militari solo quando ci scappa il morto. E non sopporto questa retorica stucchevole, irritante, pretestuosa, che tende ad appiattire tutto e a banalizzare le cose.
Stamattina Bossi ha detto forse la prima cosa giusta della sua vita: “li abbiamo mandati noi, sono tornati morti”. Chiediamoci per cosa stavano combattendo quei militari, chiediamoci per cosa sono morti.

9. Andrea Rossi - settembre 21, 2009

Massima solidarieta’ ai familiari dei caduti ed a tutti i militari italiani.

Detto questo dico anche che sono totalmente d’accordo con Bossi, riportiamoli a casa ed impiegamoli a supporto delle forze dell’ordine.

Purtroppo pero’ fino a quando Obama non ce lo permettera’ difficilmente potremo riportarli a casa.


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