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Quando finirà tutto ciò ? giugno 30, 2009

Posted by degradodiroma in Segnalato da ....
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Segnalato da : Andrea Santosuosso

PiazzaNavona5Questo è quello che succede OGNI giorno a Piazza Navona.
Isola pedonale, divieto di sosta 24 ore su 24. Una delle tante Piazze storiche della nostra città umiliata dalla prepotenza dei cafoni a 4 ruote con la compiacenza dei Vigili Urbani.

Quando finirà tutto ciò ?

Quando qualcuno dimostrerà di avere gli attibuti per imporre delle sacrosante regole da Paese sviluppato ?

PiazzaNavona1 PiazzaNavona2

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Commenti

1. monuska - giugno 30, 2009

Io trovo che uno degli elementi più degradanti del nostro splendido centro storico siano proprio le macchine. Quando passeggio per le viuzze del centro (tipo dietro piazza navona, il ghetto o trastevere) penso che se non ci fossero le macchine parcheggiate a coprire la vista di quei palazzetti colorati o di quelle belle fontanelle zampillanti questa città sarebbe sì la più bella del mondo. Tempo fa mi sono così arrabbiata perchè, in una via parallela di via giulia (che porta per intenderci a campo dei fiori) in pratica non esiste marciapiede, la strada è completamente dissestata e i pedoni, come me, erano costretti a rifugiarsi (anche persone portatrici di handicap) nei negozi per sfuggire alle macchine che ovviamente correvano come furie.
Si potranno mai vedere, come nel nord Europa, strade, zone completamente dove è concesso l’accesso ai soli pedoni e ciclisti?
Utopia, lo so…

2. Les - giugno 30, 2009

beh, monuska, il problemone è che pure se levi le macchine Trastevere si presenta orrenda, immondizia e scritte sui muri.
Comunque grazie ad Andrea, le sue foto mi ricordano quanta sia l’inettitudine del Comune

3. Degrado Esquilino - giugno 30, 2009

Quando finirà ti chiedi, bhe finirà -se va tutto male- tra circa quattro anni. Se invece le maledizioni dei romani andranno a segno prima, bhe…

4. nicoletta - giugno 30, 2009

Condivido il sentimento di Monuska…

DE, mi permetto di risponderti: ma fino a un paio di anni fa stavamo meglio?? Le vie del Centro (abito a Monti, e quindi so bene di cosa parlo) erano libere dalle macchine? Suvvia…

5. monuska - giugno 30, 2009

Sì, Les, lasciamo stare, giorni fa ero a san lorenzo, in pieno pomeriggio e ho assistito all’affissione sui muri dei condomini di manifesti (che te lo dico a fare, abusivi) da parte di uno sparuto gruppetto di gente di centro sociale.
Mi sono sentita così male perchè ero impotente (io sola contro un branco di buzzurri) e perchè nessuno lì intorno sembrava infastidito nè scandalizzato.
E purtroppo credo che finchè alla maggioranza deii cittadini non darà fastidio questo schifo, niente cambierà.

6. daniele - giugno 30, 2009

caro degrado esquilino, vorrei essere d’accordo cone te, ma purtroppo, la storia di questo paese ci insegna che tolto un male ne arriva un altro. L’unico modo è prendere di petto la situazione e mettere a capo della città gente che non abbia niente a che vedere con la politica, ma persone come noi che curano e hanno a cuore Roma senza che ne facciano un lavoro, ma solo perche amiamo questa città. So che è un sogno, ma dovremmo esserci anche noi alle prossime elezioni comunali…

7. Constantine - giugno 30, 2009

Quando metteranno le colonnine di marmo all’ingresso della piazza.

8. degradodiroma - giugno 30, 2009

Meno male che su questo blog si faceva politica … ed in altro Nooooooo …
Ma una cosa che MAI, e ripeto MAI è stata pronunciata su questo blog è una qualunque maledizione a carico di alcuno.

Per me di caro poi … c’è solo “il caro estinto” !!

Chi conosce questo blog da lunga data e da lunga frequentazione sa di cosa parlo e con chi parlo.

Per il resto :
ha ragione Costantine solo le colonnine metteranno fine allo scempio.

Laura

9. Les - giugno 30, 2009

quasi quasi, Daniele..
ora le ultime del degrado di Roma.
170 e 791 col contagocce, sempre pieni, con attese in media di 20 minuti.
Il giardino di Via Valco di San Paolo giace da mesi nella sporcizia ( sterpaglie, cestini storti, prato pieno di rifiuti di ogni tipo).
All’angolo della strada operai e ruspe attorno ad una buca, quando sono tornato poco fa ho visto il risultato: un’orrenda toppa di catrame che già perde i pezzi perché non piallata.
Una cosa da non crederci.
Nella parte commerciale di Viale Marconi nuova moda dei writers: scritte sopra le vetrine dei negozi.
Forse stavolta la gente si accorgerà che qualcosa non va.

10. daniele - giugno 30, 2009

laura scusa ma proprio nn ti ho capito. che intendevi dire prima?

11. degradodiroma - giugno 30, 2009

Per Daniele. Il mio commento di prima riferisce all’autore del commento3. Mi spiace se ti sei sentito coinvolto avendo preso in prestito il tuo “caro …”
😀

Laura

12. daniela - luglio 1, 2009

che ne dite di inviare una e-mail con le foto delle macchine in divieto di sosta ai vigili urbani del municipio e per conoscenza al sindaco? e perchè non farlo sistematicamente, ogni qualvolta qualcuno veda e documenti situazioni simili, anche nei quartieri periferici? grazie a laura (ed ai suoi suggerimenti) ho imparato che invece di lamentarsi al vento, scrivere e “denunciare” alla fine paga, anche se spesso dopo moooolto tempo e mooolti solleciti.

13. monuska - luglio 1, 2009

A Via dell’acqua bullicante i negozianti si sono accordati con i writers a cui hanno commissionato la decorazione delle proprie saracinesche. Se passate da queste parti, ovviamente a negozi chiusi, potrete riconoscere il parrucchiere, la pizzeria, il fioraio ecc dai disegni coloratissimi veramente carini.
Questo è un modo intelligente, scherzoso e moderno di fare il writer, non scarabocchiando qualche scritta inutile e brutta.

14. Les - luglio 2, 2009

qualche scritta?
TUTTI I MURI DI ROMA!!!!
E’ ORA DI DIRE BASTA!!!!

15. monuska - luglio 2, 2009

Ironia, do you know Les?

16. Andrea Santosuosso - luglio 2, 2009

Piazza Navona è la punta di un iceberg, secondo me a Roma la situazione traffico-sosta vietata-doppie file è sfuggita letteralmente di mano (e non so neanche quanto per caso o per precisa volontà).

17. Les - luglio 2, 2009

yes, I do!
Non ce l’avevo con te, è che quando posso lancio il grido d’allarme!

18. paolo - luglio 15, 2009

Ci vorrebbe la ricetta Giuliani
dal Corriere della Sera

INTERVISTA / IL SINDACO CHE HA RIVOLUZIONATO LA SICUREZZA DELLA GRANDE MELA Giuliani: fate come New York, ci vuole la tolleranza zero “Bisogna essere veloci, e vanno puniti anche i piccoli reati” “Questo metodo funzionerebbe anche da voi, venite a vedere” DAL NOSTRO CORRISPONDENTE NEW YORK – Milano chiama New York. E Rudy Giuliani, il sindaco che ha liberato la metropoli americana dall’ incubo della criminalita’ , risponde convinto: per lui il suo modello di “tolleranza zero” nei confronti del crimine, e’ esportabile, anche in Italia. E’ domenica mattina e il sindaco italo – americano artefice del cosiddetto “miracolo” newyorchese sta recandosi a un funerale. Uno degli innumerevoli impegni pubblici del primo cittadino che non chiude mai occhio, proprio come la sua citta’ “che non dorme mai”. Questo stakanovismo e’ il primo ingrediente della sua “formula magica”: “Bisogna essere vigili e presenti giorno e notte – spiega Giuliani -, l’ unico modo per vincere il braccio di ferro con i criminali e’ essere piu’ furbi di loro. E soprattutto molto piu’ veloci. Perche’ chi dorme non piglia pesci”. Le brutte notizie dall’ Italia che gli sono arrivate sulla scrivania ieri mattina, insieme al cappuccino e alla brioche, l’ hanno profondamente scosso. “Mi si stringe il cuore al pensiero che Milano, una delle citta’ italiane che amo di piu’ , sia stretta nella morsa criminale – incalza Giuliani – ma anche se la situazione adesso appare disperata lancio un appello a tutti i milanesi: non arrendetevi al tipo di cinismo e rassegnazione che ha avvelenato New York per decenni. Perche’ soltanto il vostro attivismo puo’ liberarvi. Milano e’ come New York”. Ne e’ proprio convinto? “Si’ . L’ unica verita’ sull’ attivita’ criminale e’ che essa trascende i confini geografici. Per questo credo che Milano potrebbe beneficiare dallo studio attento della nostra riduzione della criminalita’ e potrebbe importare i metodi da noi usati per debellarla”. Qual e’ la sua ricetta per Milano? “Il fattore in assoluto piu’ importante della rivoluzione anti – crimine e’ trasformare l’ atteggiamento psicologico. Anche a New York, come a Milano, i politici erano in gran parte cinici e compiacenti di fronte a reati apparentemente poco importanti, come ad esempio quelli commessi dai “graffitari”. Non hanno realizzato, insomma, che permettendo a quelle malefatte “minori” di fiorire indisturbate, non hanno fatto altro che inviare ai malavitosi il messaggio: “Siamo pronti a tollerare anche i crimini seri”. Invito Milano ad adottare la “teoria dei vetri rotti”, fulcro della nostra strategia. Investite subito risorse per fermare chi commette infrazioni veniali, come rompere i vetri delle proprieta’ altrui, prima che la stessa persona si macchi di crimini mortali”. Come fa un cattolico come lei a conciliare questa “tolleranza zero” con la filosofia del perdono, peraltro tanto diffusa in Italia? “La religione non c’ entra. E a chi mi parla di cattolicesimo rispondo che col nostro metodo abbiamo salvato tante vite umane. All’ inizio degli anni 90 New York aveva 2000 omicidi l’ anno. L’ anno scorso ne abbiamo avuto soltanto 629: il numero piu’ basso dal 1964. Milioni di newyorchesi non vivono piu’ nella paura, ed interi quartieri sono risorti. Alla domenica la gente puo’ andare a messa indisturbata. La citta’ e’ tornata a sorridere”. Alcuni in Italia pensano che la panacea potrebbe venire da un regime carcerario piu’ duro. “Sono d’ accordo con loro, soprattutto per combattere il traffico di droga, al quale statisticamente e’ legato il numero maggiore di crimini. Io sto lavorando da anni coi politici del mio Stato per porre fine alla liberta’ condizionale accordata ai criminali violenti. Ogni anno questi energumeni vengono liberati dalle carceri newyorchesi e, una volta in strada, ricominciano immediatamente a rubare e ammazzare. Penso che il problema sia identico da voi”. Non pensa che – se adottata – questa politica del “braccio di ferro” possa mettere in difficolta’ il governo di centro – sinistra? “Davanti all’ epidemia della criminalita’ , il governo e’ il primo che deve essere chiamato a render conto. I politici dovrebbero adottare una strategia preventiva sul crimine, e non reattiva. Qui a New York noi abbiamo adottato il cosiddetto “Programma CompStat”. Un sistema quotidiano di monitoraggio del crimine, attraverso le piu’ sofisticate ed aggressive tecnologie. Che ci permettono di identificare un trend criminale emergente e di fermarlo sul nascere, prima che diventi epidemico”. Puo’ funzionare anche in Italia? “Si’ , purche’ il vostro Paese resti fedele al principio. “ComptStat” funziona perche’ investe la polizia di enormi responsabilita’ , nel bene come nel male. Gli agenti vengono premiati per il numero di arresti che effettuano, ma debbono rispondere anche del volume di crimini commessi nella loro circoscrizione. Questo sistema li incoraggia a creare nel loro quartiere un ambiente ostile a qualsiasi tipo di crimine”. Che ruolo deve svolgere il governo? “Deve capire che il crimine fa parte di un network globale, e non ha senso intervenire su Milano se non si agisce contemporaneamente sulle altre realta’ , italiane e non solo. Cio’ e’ vero soprattutto per il traffico della droga. Se la polizia dei Paesi vicini all’ Italia e’ debole, incitera’ i suoi trafficanti ad esportare in altre regioni. Milano deve lavorare in cooperazione con altre nazioni e altre citta’ per ridurre il crimine, e la nostra amministrazione sarebbe felicissima di incontrare rappresentanti del vostro governo per consigliarli sul da farsi. Invito formalmente i vertici della citta’ di Milano e dello Stato italiano a fissare un appuntamento con noi qui a New York”. Alessandra Farkas


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