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Quando la monnezza diventa Arte (?) aprile 30, 2009

Posted by degradodiroma in Segnalato da ..., Sporcizia.
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Segnalato da : Andrea Santosuosso

Passeggiando durante la pausa pranzo a Villa Borghese mi sono imbattuto in questo “orrore”.
Una “realizzazione artistica”, secondo me di dubbio gusto, all’interno della Villa che forse vuole rappresentare il trionfo della sporcizia e del degrado.
Dentro alla gabbia di tubi da impalcatura c’è un po’ di tutto: copertoni, carcasse di motorini, vecchi computer, bombole del gas… ma la cosa più bella è che chi passa si adegua subito allo spirito degli artisti realizzatori. Ho visto qualcuno buttarci dentro le cicche delle sigarette, qualcuno ne approfitta per svuotarsi le tasche di fazzoletti usati, insomma, da questo punto di vista un successone !
Tra qualche settimana a 50 metri da questa discarica si celebrerà uno degli eventi da sempre emblema dell’eleganza della primavera romana: il Concorso Ippico di Piazza di Siena.
Ma con tanti artisti a disposizione, con la facoltà di architettura a pochi chilometri da qui, mi domando, qualcosina di meglio non si riusciva proprio a proporre ?

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Commenti

1. daniele - aprile 30, 2009

ormai non ci sono piu parole….

2. Les - aprile 30, 2009

Umiliante.
Da quello che vedo sembra un’installazione d’arte contemporanea, ma l’umiliazione è la stessa.
A Roma, la prima cosa che viene in mente persino agli artisti è la spazzatura, dico sul serio.
Se fossi stato io al comune, non avrei permesso l’esposizione del “lavoro concettuale” in un parco elegante come Villa Borghese.

3. Les - aprile 30, 2009

a Villa Borghese parco giochi fatiscente, come al solito
—-
http://mammamia.corriere.it/

4. Andrea Santosuosso - aprile 30, 2009

Chiamarli artisti è un bell’azzardo comunque loro, secondo me, ci credono pure.
😉

5. Les - aprile 30, 2009

off-topic:
ho appena finito di scrivere un’e-mail alla Coldiretti per chiedere come hanno potuto riempire l’Eur delle loro bandiere.
Ma ci siete passati all’Eur?
Uno spettacolo incredibile: decine di bandiere gialle attaccate con lo scotch su tutti i pali della luce.
Quasi tutti, ne avrò staccate una ventina ma Via Cristoforo Colombo ne è ancora piena, sono ovunque, sui pali della luce ma anche sui ruderi di vecchie pensiline o vecchi espositori pubblicitari in disuso.
Il colpo d’occhio è orrendo, le bandiere anti-estetiche e pericolose per le automobili in transito.
Pensate che ho visto una bandiera inclinata verso la strada con il drappo che copriva la corsia all’altezza delle automobili!
Ora vorrei sapere se Coldiretti ha avuto il permesso del Comune a trasformare l’Eur in una fiera paesana, io glielo chiesto, vediamo se mi rispondono.

6. manuele - maggio 1, 2009

bravo les, pensa se tutti quelli che passavano di lì avessero fatto come te (cioè di levarne una ventina) .. ora non ce ne sarebbero più di bandiere !
ad ogni modo, immaginandomi lo scempio estetico, ho scritto una mail di protesta alla coldiretti anche io !
peccato che quando e se le rimuoveranno, sicuramente non avranno la cura e l’attenzione di togliere bene anche gli avanzi di scotch..

7. daniele - maggio 1, 2009

che schifo le ho viste anche io…ma non c’è nessuno che vigila questo scempio? è possibile che si possa deturpare una zona intera di una città, per una manifestazione o cosa cavolo fosse? io resto senza parole, e cominciano a mancarmi le speranze, non credo che vedrò mai un cambiamento…

8. Armando - maggio 2, 2009

Il problema non è la presunta opera d’arte che è giusto a mio avviso che ci sia, non possiamo censurare lo spirito critico/artistico dell’artista, ha voluto fare un’opera volutamente sgradevole per denunciare quello che veramente è intollerabile; il degrado diffuso dal centro alla periferia della città.

Chissà nella testa di chi ha permesso questa istallazione era quello di far vedere che tutta la città è un’opera d’arte a cielo aperto……spazzatura, degrado, muri imbrattati e così via con un campionario veramente vario a 360°

Certo a me non piace dal punto di vista estetico ma dal punto di vista concettuale è un’opera che dovrebbe far riflettere la società cosidetta civile sul grande problema della spazzatura e della produzione sconsiderata di materiali tossici per l’ambiente.

Fossero questi i problemi di Roma legati ad opera d’arte di dubbia qualità ci metterei la firma in cambio di:

Strade pulite e ordinate
Segnaletica ben visibile e chiara.
Muri puliti da scarabocchi e zozzerie di ogni tipo.
Aree verdi curate e pulite.
Rispetto delle regole del vivere civilmente.
Manutenzione regolare e straordinaria del patrimonio del Comune.
Non dover pagare il pizzo a parcheggiatori abusivi
Poter circolare senza veder macchine parcheggiate in seconda fila.
Vedere vigili che fanno rispettare le regole con fermezza.
Non dover fare lo slalom tra i venditori ambulanti vedi ad esempio zona Colosseo.
Veder curate e tenute bene le aree archeologiche, e tutte le nostre immense ricchezze culturali.

Allora non mi lamenterei anche di un orinatorio messo in mezza alla strada come forma d’arte, ma anzi apprezzerei lo sforzo di voler comunicare/esprimere qualcosa.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/12_Dicembre/02/duchamp.shtml

http://www.babelearte.it/tipomuseo.asp?arid=384&quadroid=1527

9. Andrea Santosuosso - maggio 2, 2009

…Nel 1917, Duchamp decide d’esporre l’orinatoio di porcellana alla Società degli artisti indipendenti a New York, ma a causa dell’evidente funzione polemica e del desiderio dell’artista di sconvolgere l’istituzione, l’opera viene rifiutata…

Bisogna fare molta attenzione ai paragoni perchè questi “scalzacani”, se gli dai anche del Duchamp, si montano la testa sul serio.

10. Armando - maggio 3, 2009

Hai ragione Andrea, di certo non volevo fare un paragone con Duchamp, ma evidenziavo il fatto che anche “opere” come quella indicata da te, sia sempre e comunque un forma di espressione, espressione sicuramente molto discutibile.

Certo che la responsabilità non è solo dell’artista ma anche e sopratutto nell’amministratore o funzionario che ha permesso l’installazione o ha dato fiducia all’artista.

Poi coglievo l’occasione per dimostrare il nostro “stato dell’arte” che abbiamo praticamente in ogni quartiere di Roma in quanto a sporcizia e degrado urbano…..

Ben vengano dunque opere mediocri e banali, che possono attivare nei cittadini la riflessione la discussione e il confronto e sopratutto l’autocritica sullo stato pietoso in cui versa la città più bella del mondo.

Certo sarebbe bello, detta alla “Catalano” avere un città pulita, ordinata, rispettosa delle regole e anche con opere d’arte vere come quella di Duchamp. 🙂

Invece noi……..stendiamo un velo pietoso 😦


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