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Che fine ha fatto la pista ciclabile sulla Nomentana ? febbraio 18, 2009

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Segnalato da : RomaPedala

La notizia è apparsa nei giorni scorsi su alcuni siti tematici (su tutti si veda il blog dei ciclisti romani, Roma pedala): la nuova amministrazione capitolina avrebbe abbandonato il progetto per la realizzazione della pista ciclabile sulla via Nomentana.

coolclips_wb025108Il motivo ? Misterioso, forse l’improvviso venire a mancare di fondi già destinati, più probabile il completo disinteresse verso la mobilità alternativa dimostrato dal centro destra capitolino.

Si tratta di una sconfitta clamorosa per la ciclabilità romana, tanto più che il futuro percorso protetto da Piazza Sempione a Porta Pia era in cantiere da tempo e l’iter progettuale era in cammino (c’erano stati incontri su incontri, la Conferenza dei Servizi, ecc.) e i lavori sarebbero dovuti partire entro il 2008. Sconfitta clamorosa perché la pista si sarebbe dovuta sviluppare lungo il lato destro della Nomentana (per chi proviene dal centro) utilizzando per lo più spazi già esistenti e che non necessitano di particolari e costosi lavori.

coolclips_wb028713Una pista quella sulla Nomentana, già stata inserita nel Piano Generale del Traffico Urbano del 1999 tra le “piste ciclabili di previsione su tracciato già definito”, e fondamentale perché oltre a permettere ai ciclisti del IV, del III e del II Municipio di raggiungere il centro in sicurezza, il percorso tocca diversi punti di interesse: biblioteche (la biblioteca comunale di Villa Leopardi), facoltà universitarie (la facoltà di Filosofia dell’Università “la Sapienza” presso villa Mirafiori), complessi scolastici (il San Leone Magno e la Mary Mount) e ministeriali (il Ministero delle Infrastrutture e il Ministero dei Trasporti) oltre a connettere diverse aree verdi e ville storiche della capitale (la Riserva naturale della Valle dell’Aniene,Villa Paganini e Villa Torlonia).

In più a Piazza Sempione si riconneterebbe con la dorsale ciclabile Aniene (già esistente), nelle due direzioni possibili, Villa Ada e Ponte Mammolo, e a Porta Pia, con la futura archeociclabile lungo le Mura Aureliane. Mentre all’altezza della Batteria Nomentana è già prevista la diramazione verso la futura Stazione Roma Tiburtina (che sfrutterà la vecchia sede della Tangenziale Est) e già da ora è facilmente raggiungibile la Stazione Roma Nomentana (dove sono presenti cinque cicloparcheggi).

Sarebbe interessante avere una spiegazione ufficiale da parte dell’assessore all’Ambiente De Lillo, dal suo collega ai Lavori Pubblici Ghera o da parte dei Municipi interessati, ma chissà perché tutto tace.

da degradodiroma : Anche io, in epoca Veltroniana, mi ero posta questo tipo di domanda ma in merito alla mobilità alternativa proposta con il progetto della Cabinovia sul Tevere .. vi ricordate ?

Leggi articolo del Comune di RomaSospesi sul Tevere : arriva a Roma la cabinovia.
I lavori inizieranno entro la prima metà del 2008 e dureranno 12 mesi.
Per approfondimenti click sull’immagine.

(Il conto alla rovescia era stato attivato il 18/07/2007 ed arrestato il 15/04/2008  dopo un secondo annuncio, offerto in assenza di pompa magna, del naufragio del progetto)

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Commenti

1. Armando - febbraio 18, 2009

La mobilità alternativa è sempre stata relegata a ruoli totalmente marginali.

Un fatto reale è quello che ad esempio il Governo con gli incentivi a far ripartire gli acquisti non ha pensato ad incentivare l’acquisto di biciclette e di bici a pedalata assistita.

Questo la dice lunga sul tipo di interesse e di sviluppo della mobilità alternativa delle aree urbane.

I politici non ci credono e così la maggior parte dei cittadini continua ad usare i motori a scoppio.

I nostri amministratori non vogliano prendere atto ad esempio che anche in alcune realtà del nostro Paese ci sono città ( Bolzano Ferrara Parma etc. senza parlare delle esperienze dei paesi del nord ) dove la mobilità in bicicletta riguarda circa il 25% – 30% degli spostamenti.

Sento già il coro di voci dire: ma Roma per la sua conformazione e la grandezza non è idonea all’uso della bicicletta….etc. etc.

Oggettivamente l’unica scusa reale per non uasare la bicicletta è il rischio che corre il ciclista sulle caotiche strade romane dove corrono tantissimi automobilisti incivili e insensibili alle tematiche della mobilità alternativa.

Se si attuassero serie politiche atte a sviluppare una rete ciclabile estesa, sicura, efficente e sopratutto messa in rete e non singoli spezzoni, l’uso della bici gradualmente sarebbe sempre più massiccio.
E i cittadini romani potrebbero apprezzare cosa significa una città a misura di bicicletta.

Sento già il coro di voci dire ma le distanze sono di molti km: anche questo dato è poco veritiero perchè la stragrande maggioranza degli spostamenti è al di sotto dei 10 Km.

E anche se la distanza fosse molto maggiore l’uso della bici potrebbe essere messo in rete con i mezzi pubblici idonei al trasporto delle medesime.

Per concludere serve una seria disponibilità a rivedere tutto il sistema del trasporto privato concretamente e in maniera efficace, si ha l’impressione che le varie amministrazioni abbiano fatto alcune piste ciclabili tanto per mettere a posto la propria coscienza ambientale, oppure come operazioni di facciata.

Quando si avrà una cultura della mobilità avanzata, sicuramente il senso civico e di responsabilità verso il proprio territorio urbano sarà meno lontano da quello delle città europee.

2. Polìscor - febbraio 18, 2009

Fischia, ci vuole un bel coraggio a voler pedalare sulla Nomentana… ogni boccata due anni di meno… Ma scherziamo? Si carica la bici in auto, si va fuori e LA’ si pedala.

3. Nic - febbraio 18, 2009

Invece si pedala eccome, si resiste e non sopratutto non si abbassa la testa davanti alla dittatura dell’automobile e del becero suvnormale clacsondotato

4. Armando - febbraio 18, 2009

@ Poliscor

Guarda che non è vero che i ciclisti respirano più schifezze degli automobilisti, anzi, alcune considerazioni:
1
L’automobilista è chiuso dentro l’abitacolo dove si concentrano le sostanze tossiche e velenose dell’aria, è solo una illusione pensare di essere protetti dai veleni!!
2
Il ciclista mediamente a parte qualche super suv è con la testa ad una altezza superiore della maggior parte delle macchine e pertanto respira un’aria meno velenosa.
3
Se i comportamenti di molti cittadini ( ovviamente incentivati ) cambiassero cambierebbe anche l’aria che respiriamo.
4
Forse dovremmo anche cambiare atteggiamento e non pensare che tanto le cose vanno come sempre cioè da schifo come possiamo constatare ogni giorno sulle nostre strade.
5
Il vero fatto e che siamo pigri e anche le amministrazioni sanno bene che il nostro caro fetticcio dell’auto è al primo posto per quanto riguarda gli spostamenti e anche per tutto il resto che tutti noi ben conosciamo……..

5. Nic - febbraio 18, 2009

Purtroppo la filosofia imperante è quella descritta dasl commento numero 2 “…Si carica la bici in auto, si va fuori e LA’ si pedala…”
Ragionando così tra un po’ non pedalerai neanche in campagna.

6. monuska76 - febbraio 18, 2009

Secondo me sarebbe carino da parte dell Poste fornire ai postini, soprattutto quelli in servizio nelle zone centrali, una bicicletta al posto dei motorini. Con i soldi risparmiati per benzina, bolli, e cacchiate varie si potrebbe dare un incentivo al postino ed assumerne altri da integrare ai primi.

7. viviciclica - febbraio 18, 2009

il commento di Polìscor è totalmente fuori tema…si inserisce in un’ottica sportiva e non cittadina..

la ciclabile in questione non era pensata come supporto al ciclismo sportivo; al contrario, era un’infrastruttura cittadina che doveva favorire gli spostamenti quotidiani ( ad es. casa – lavoro ) dei comuni cittadini.

oltretutto per le mie uscite in bicicletta preferisco il treno.. non mi costringe a guidare quando sono stanca..

8. danilo - febbraio 19, 2009

mi raccomando raccogliete le firme per la petizione….non possiamo fare altro…oltre che pedalare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

9. ceska - febbraio 19, 2009

Pedalo tutti i gironi sulla Laurentina x andare a prendere la metro e arrivare in ufficio.
La strada é stramaledettamente trafficata e a quest’ora dovrei essere già morta di tumore ai polmoni a causa dei gas di scarico, ma…
Prima usavo l’autobus e solo di attesa alla fermata erano mediamente 15 minuti di attesa + altri 10 di tragitto: totale 25 minuti di inalazioni smoggose.
Quando mi sono stufata dell’autobus per alcuni anni ho fatto il tragitto direttamente a piedi, tempo totale: 25 minuti.
A volte ho usufruito di passaggi in macchina e tra tragitto e parcheggio i tempi sono sempre stati sui 15 minuti.
CON LA BICI CI METTO 6 MINUTI.

Chi respira più smog?

10. Nic - febbraio 19, 2009

Cosa sta facendo l’Amministrazione per stimolare l’uso della bicicletta e della mobilità alternativa? Finora molto (troppo) poco.
Vedremo ora cosa succederà con questa vicenda della ciclabile Nomentana, un percorso ciclabile che si potrebbe realizzare con pochissima spesa (il percorso è già quasi pronto) e in poco tempo.

11. Armando - febbraio 19, 2009

Infatti nel conto non si mette il tempo, hai ragione ceska, la tua è una chiara risposta a tutti quelli che credono che andare in bici si rispira più smog, mentre quelli in macchina……..

Se le amministrazioni facessero delle piste ciclabili come si deve molti cittadini pian pian si renderebbero conto che vi è anche un vantaggio economico.

Ma vi siete fatti anche due conti?
Mettiamola solo sul piano finanziario.

Non consumo benzina primo risparmio,

Esempio: una persona per recarsi al lavoro tra andata e ritorno deve fare nel traffico18 Km; si può stimare una spesa di 1 € 1 e mezzo di carburante. (auto di piccola cilindrata )
Fate la moltiplicazione per diciamo 180- 200 giorni lavorativi e avete risparmiato circa 200-250€.
Inoltre dobbiamo aggiungere tutti i consumi legati all’olio, alla gomme e alla manutenzione.

Poi inoltre….. 🙂 mi risparmio la palestra perchè faccio del movimento…. 🙂

12. Andrea Rossi - febbraio 20, 2009

Io credo che c’entri molto l’abolizione dell’ici, mi spiego meglio.

L’ici era la tassa giustamente piu’ odiata dagli italiani (anch’io ne ho sempre parlato male) tuttavia era anche l’unica o quasi tassa locale, l’unica tassa che andava direttamente nelle tasche dell’istituzione piu’ vicina a noi cittadini ovvero il comune, averla abolita ha di fatto tolto enormi entroiti ai comuni che si trovano nell’impossibilita’ di realizzare infrastrutture assolutamente necessarie come metropolitane o piste ciclabili.

Secondo me bisognerebbe inventare una nuova tassa locale piu’ equa e giusta pero’ dell’Ici sulla prima casa.

13. Nic - febbraio 20, 2009

Che i soldi siano finiti proprio per realizzare le piste ciclabili è una panzana che non sta in piedi, si tratta di progetti a bassissimo impatto finanziario, nel caso della Nomentana poi, gran parte del tracciato è già pronto, una spesa che non supererebbe i 150.000 euro. E’ la volontà politica che manca, e la sottocultura dell’automobile dilagante (vedi la scempiaggine del GP di Formula 1 a Roma) fa il resto

14. Nic - febbraio 26, 2009

Alemanno: «Il GP di Roma si farà»
Circuito all’Eur, debutto forse nel 2012

Ecco la vera spinta alla cultura della mobilità alternativa, quella che potrebbe salvare il traffico impazzito e mortale della nostra città!
In nome dell’ennesima bufala sulla creazione di fantomatici posti di lavoro (posti dove la gente lavorerà 15 giorni, il tempo di montare e smontare il baraccone di un circuito) si va a santificare il culto infame dell’automobile, la “maghina” il vero feticcio sul quale poi il Governo ci mette il carico da 11 con gli “eco-incentivi”.

15. daniela - febbraio 26, 2009

Ma poi, il gioco varrà davvero la candela?
Il ritorno economico sarà così alto da giustificare – tra preparazione e ritorno alla normalità – 20 giorni di chiusura del quartiere, traffico deviato, gente imbufalita, inquinamento (non penso che le macchine da F1 siano “ecologiche”), ecc. ecc.?
Non è solo un’operazione di prestigio per il Sindaco tanto quanto lo fu la Festa del Cinema?

16. Constantine - febbraio 26, 2009

Il Gran Premio di Roma avrebbe una sua ragion d’essere se l’operazione portasse a un restyling integrale dell’intero quartiere EUR. In questo caso essa sarebbe estremamente interessante. Ovvio che tra le due manifestazioni io preferisco di gran lunga la Festa del Cinema, non dimentichiamoci che Roma è stata, per diversi anni, la Capitale mondiale del Cinema. Il ritorno economico del GP è importante ma non è il solo metro di giudizio per valutare la bontà dell’iniziativa. L’EUR è potenzialmente un polo turistico di grande importanza, se solo fosse risistemato, riqualificato, rivitalizzato. Quando ci sarà il Centro Congressi della Nuvola con l’Hotel a 5 stelle, l’edificio di Renzo Piano (che porterà residenti in un quartiere oggi semideserto), l’Acquario sotterraneo, ci sarà qualche motivo in più per venire a visitarlo. Il Gran Premio potrebbe essere una interessante operazione di immagine anche per il quartiere, che al di là del ritorno economico porterebbe comunque, per altre vie, ricchezza alla città.

17. daniela - febbraio 26, 2009

Concordo pienamente con te su quanto hai espresso.
Conoscendo Roma, i romani ed i politici italiani, ho solo paura che potrebbe succedere quello che è accaduto per i mondiali di calcio del 90: costi triplicati per le opere da realizzare ed alcune ancor oggi non realizzate o non più in uso.

18. Nic - febbraio 26, 2009

Il Gp a Roma è fuffa, promesse gratuite, parole in libertà, spot elettorale a basso costo per incantare questa massa di addormentati ancorati con il loro sederone alle quattro ruote della “maghina”
Più o meno il degno risultato di quanto abbiamo visto in questi mesi di amministrazione di centro-centro-centro-centrodestra

19. degradodiroma - febbraio 26, 2009

Vi ricordate …

“Ci prepariamo per le Olimpiadi del 2020”. Dopo la notizia che la città russa di Soci si è aggiudicata le Olimpiadi invernali del 2014, il sindaco di Roma Walter Veltroni pensa che non sia il caso di bruciare la candidatura olimpica della Città Eterna…”

era Luglio 2007

Ogni manifestazione sportiva offre una buona occasione alla città che la ospita, per un “lifting” ed un “maquillage” … non vedo perchè a Roma si debbano ospitare solo manifestazioni religiose (Giubileo 2000) e manifestazioni politiche nazionali, e dove nelle prime almeno un ritorno economico … c’è, mentre nelle seconde la remissione .. è certa !

Laura

20. Nic - marzo 13, 2009

Un altro “grande successo” della giunta Alemanno, (finalmente ce l’hanno fatta ad eliminare le inutili e ridicole biciclette…)

Alle ore 23.00 di sabato 14 marzo, Cemusa si appresta a sospendere Roma’n’bike il servizio di bike sharing a Roma.

La decisione è stata presa, suo malgrado, dalla multinazionale spagnola dopo tre mesi in regime di proroga che non hanno portato ad una transitoria o definitiva regolamentazione contrattuale del rapporto con il Comune


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