jump to navigation

Ricordando mio nonno SANTE febbraio 10, 2009

Posted by degradodiroma in Altro degrado, Segnalato da ....
trackback

Segnalato da : Silvia

Egregi, salve, sono una ragazza di 25 anni, di Roma, cui era stato ricoverato in ospedale, il nonno il 31 dicembre 2008, precisamente al Policlinico Casilino, al reparto di medicina uomini. Onestamente non so se sia normale, ma non credo insomma, il fatto che all’interno di un ospedale se cosi può esser definito, non forniscano l’acqua.
 
acquaMi spiego meglio, durante il vitto non ho MAI visto, a nessun paziente che fosse ricoverato, esser fornita una bottiglietta d’acqua da 500 ml, a nessuno !
In compenso ci sono però dei distributori, prima dell’ingresso nel reparto di medicina, dotati di bottigliette d’acqua, merendine, ecc .. (il tutto ovviamente a pagamento).
 
Mio nonno aveva me e la mia famiglia, che ovviamente gli fornivano sempre e comunqe bottiglie d’acqua portandole da casa, ma mi chiedo : se un paziente non ha parenti, non ha soldi con sè, perchè magari è stato trasporatto d’urgenza in ospedale, ed è un politraumatizzato, non in grado dunque di deambulare ed alzarsi dal letto d’ospedale per potersi recare al distributore pagando poi, per poter avere dell’acqua, cosa fa ? Muore di sete ? Senza poi contare l’importanza dell’acqua come tutti sappiamo, per il nostro organismo, ove una carenza può portare a stati di disidratazione, alterazione e squilibrio degli elettroliti ematici, alterazioni renali, soprattutto in soggetti anziani.

La storia, comunque si è conclusa che il 10 gennaio (giorno delle dimissioni), mio nonno è deceduto in ospedale, per una serie di complicanze, indotte da un insufficienza cardiaca, presentando un peggioramento delle condizioni cliniche generali, già dal giorno precedente (9 gennaio) a sera, momento in cui erano presenti in ospedale, i miei genitori, i quali hanno chiesto al personale infermieristico alle ore 18 del 09/01 di chiamare per via dell’aggravamento di mio nonno, un medico di guardia che si è presentato dopo 3 ore, da quando venne chiamato !

Questo, magari è un altro discorso, che racchiude il quadro della malasanità, ma, insomma… con le tasse che paghiamo non abbiamo diritto neanche a ricevere dalla struttura ospedaliera una bottiglietta d’acqua, senza pagare ?

da degradodiroma : Ho scritto al Ministero della Salute in data 05/02/2008 ed in data 06/02/2008 dal Ministero è arrivata questa risposta :

   Gentile Utente nel ringraziarla per la segnalazione le comunichiamo che la stessa è già pervenuta allo scrivente Ministero e pertanto si è provveduto ad indirizzare l’utente presso l’ente istituzionale competente.

Advertisements

Commenti

1. daniela - febbraio 10, 2009

Forse sarebbe più opportuno girare il post al Tribunale per i diritti del malato.

2. raffaele - febbraio 10, 2009

l’acqua non è una cura è un diritto….
è alquanto schifoso all’interno di un ospedale non venga fornita dell’acqua…ha ragione questa ragazza,come fanno a bere ed a idratarsi i pazienti che non riescono ad alzarsi,o che meglio ancora non hanno parenti?
che vergogna,il bello poi,è che ci paghiamo pure le tasse!

3. arianna78 - febbraio 10, 2009

mi dispiace povera ragazza
posso solo immaginare la rabbia nei confronti di questo ospedale,se cosi può essere chiamato!
non forniscono l’acqua figuriamoci le cure!
che orrore

4. manuela - febbraio 10, 2009

che vergogna!
e marrazzo dove è?

5. Nic - febbraio 10, 2009

Ma si… dagli al comunista Marrazzo!!!

6. EMILIANO - febbraio 10, 2009

sappiamo tutti il grande amore che provavi per il tuo caro nonno…
silvia!
nonno…per dire,un padre in realtà,che tanto hai amato e tanto ti ha amato impartendoti sani principi,e fatto crescere asciugando le tue lacrime,quasi fin al suo ultimo respiro!
se ti guarderà da lassù,sarà fiero di aver avuto una nipote come te.
L’ha sempre saputo in tutti questi anni
mi stringo al tuo dolore
EMILIO

7. katia - febbraio 10, 2009

che squallore…
neanche l’acqua

8. paolo - febbraio 10, 2009

il policlinico casilino è il peggiore ospedale
si salva solo il il reparto di ginecologie e ostreticia,per il resto fa cagare!povero chi ci capita

9. Armando - febbraio 10, 2009

La malasanità passa attraverso tante strade ed una di queste è anche quella di non dare l’acqua.
Una vera indecenza!!!

Magari….. (provocatoriamente)…… si stanno adeguando alla nuova legge che entrerà in vigore sulla privatizzazione dell’acqua.

Un vero salasso per le tasche dei cittadini che come abbiamo visto ad Aprilia l’acqua da pubblica è stata privatizzata.

Vi linko alcuni info:

http://www.unimondo.org/Notizie/Italia-no-alla-legge-sulla-privatizzazione-dell-acqua

http://www.acquabenecomune.org/

10. daniela - febbraio 11, 2009

per manuela n. 4: poi vi scaldate quando si dice che qualcuno è “di parte”. Subito pronti a dare la mazzata al politico di turno, di quà o di là degli schieramenti. Marrazzo dov’è? Perchè ti risulta che con Storace davano l’acqua negli ospedali? E ti risulta che nel resto d’Italia si usa così?
Anch’io giravo negli ospedali da bambina, chi non ha avuto un nonno ricoverato, e non ho mai visto acqua distribuita a cura della struttura sanitaria ma solo bottiglie di minerale portate dai parenti. Perciò questa è una consuetudine antica come il cucco. Ciò non toglie che sia assolutamente SBAGLIATA, anche perchè non sarà il costo di un pò d’acqua – anche di rubinetto – a far sballare i conti delle strutture sanitarie……
Per questo il mio primo commento è stato di provare ad intervenire con il Tribunale dei diritti del malato, così da portare avanti una battaglia che valga non per la singola struttura o la singola regione, ma su tutto il territorio nazionale.

11. Andrea Rossi - febbraio 11, 2009

A mia nonna l’estate scorsa e’ successo di peggio, era ricoverata presso l’ospedale pubblico di Civita Castellana (VT) in condizione di non autosufficienza, ebbene dopo qualche giorno di ricovero scoprimmo grazie alle sue vicine che i pasti le erano stati si serviti ma che nessuno glieli aveva somministrati, cioe’ non era stata aiutata a mangiare e quindi era rimasta a digiuno per due giorni, dopo le mie minacce ai responsabili di denunciarli ai carabinieri, al tribunale del malato etc etc gli infermieri iniziarono a nutrirla, la cosa grave e’ che precedentemente ci era stata ventilata l’ipotesi di farci aiutare da non meglio volontarie straniere a pagamento, insomma fate due piu’ due, pensate male e capirete che razza di schifo regna negli ospedali italiani.


Sorry comments are closed for this entry

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: