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Ordinanza prostituzione settembre 29, 2008

Posted by degradodiroma in Buone notizie, Segnalato da ....
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Segnalato da : Fabrizo Santori (presidente della commissione Sicurezza del Comune di Roma)

PROSTITUZIONE : “VIDEO DOCUMENTA EFFICACIA ORDINANZA” 

Il video prodotto, presente nel canale tematico della commissione, RomaSicura, è disponibile su Youtube, all’indirizzo Prostituzione trans a Roma Piazza P. Pascali.

«Il 16 maggio scorso abbiamo deciso di andare a vedere noi stessi, e di documentare con una videocamera, cosa fosse davvero il problema della prostituzione qui a Roma. Per farlo abbiamo scelto Via Emilio Longoni e Piazzale Pino Pascali, una delle zone a luci rosse della città. In questo modo abbiamo ancora meglio compreso cosa volesse dire vivere un territorio nel quale i cittadini sono stati abbandonati a loro stessi.

A soli quattro giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza antiprostituzione voluta dal sindaco Gianni Alemanno siamo tornati in quei luoghi per vedere l’effettivo funzionamento del provvedimento. E proprio grazie alla decisione presa dal Sindaco di Roma, è stato possibile constatare come la presenza di prostitute e transessuali fosse stata annullata.

[..] Sono stati sperperati i soldi dei cittadini romani per l’installazione di videocamere di sorveglianza mai entrate a pieno regime, eppure bastava adottare regole e farle rispettare.

Abbiamo ascoltato i rappresentanti dei comitati di quartiere di Piazza Pino Pascali, Via Longoni e Piazza dei Navigatori se sono soddisfatti dell’ordinanza, poiché ogni intervento operato sul territorio deve essere sempre compiuto considerando le reali esigenze di chi vive quelle realtà. [..]».

da degradodiroma : altri due video sul tema Viaggio lungo la Via Salaria una domenica notte… 01/2007

Prostituzione in via Salaria 05/2008

poi da “Repubblica” Salaria hard core 03/2008

e da “Il Giornale” Posti esauriti al Cpt, lucciole lasciate libere 27/09/2008

Commenti

1. Manfry - settembre 29, 2008

Ieri notte sono passato sulla Salaria. Evidentemente lì l’ordinanza non è arrivata visto che era zeppo di prostitute. Qualcuna anche con le chiappe al vento.

2. degradodiroma - settembre 29, 2008

Non può un’ordinanza essere confusa con una bacchetta magica.

Se si muovono i primi passi verso il raggiungimento di un obiettivo, credo che debbano essere salutati come “i benvenuti”.

A questa ordinanza sicuramente potranno seguire due fatti.
1) Mobilità delle prostitute
2) Fatta la legge .. trovato l’inganno

.. ma in ogni caso quest’ordinanza nel bene o nel male dimostra che questa amministrazione capitolina ha in testa il problema, e dopo anni ed anni di assoluta indifferenza, credo si debba esultare di fronte a queste iniziative.

Laura

3. RondoneR - settembre 29, 2008

confermo Laura. Anche se ovviamente tocca ora trovare il coraggio di “riformare” questo settore a livello nazionale.

4. Andrea Santosuosso - settembre 29, 2008

Colpire la domanda, credo sia l’unica soluzione per far svanire l’offerta.
Ben vengano le multe e che siano fatte rispettare senza deroghe.
Questo è coraggio.
Pensare di stabilire regole secondo me è da vigliacchi perchè si sfrutta la disgrazia dei più deboli e si istituzionalizza una nuova schiavitù.
Io non voglio essere cittadino di uno Stato “Pappone”.

5. degradodiroma - settembre 29, 2008

Io ho un terrore che avanza, e non voglio nasconderlo.

Ho paura che la scelta di luoghi diversi dalla strada possa portare ad un nuovo fenomeno ossia “le case di prostituzione” .. ma “nascoste” nei nostri condomini, e quindi all’ordinanza dovranno seguirne altre atte a tutelare i cittadini nelle loro abitazioni.

Ma comunque un passo alla volta ed uno dietro l’altro.

Laura

6. Loredana - settembre 29, 2008

Probabilmente Laura il tuo è un timore legittimo. Ed è stato anche preso in considerazione da quel che leggo nel fatto di limitare la prostituzione dando possibilità di inserire un’apposita clausola al regolamento condominiale che vieta a pena di rescissione del contratto l’esercizio della prostituzione negli appartamenti.Questo tipo di repressione spinge convulsamente verso strade alternative.
O verso una volontà non palesata di favorire il ritorno alle case chiuse.
L’insediamento nelle case potrebbe essere molto veloce per cui secondo me questa clausola dovrebbe lavorare tacitamente,ossia la prostituzione viene bandita da tutti i condomìni a meno che un’apposita clausola apposta nel regolamento entro una certa data non la consenta.Ma il problema intorno a tutta questa storia è un altro.
In realtà questa ordinanza,come tutte le disposizioni emanate sinora, confligge un po’ con tutta la materia che è difficile da disciplinare in quanto c’è un paradosso legislativo di fondo: la prostituzione non è reato (lo è invece lo sfruttamento) però non la posso esercitare nei luoghi pubblici. E perché mai? Se non sto facendo nulla che lo stato ritenga deplorevole al punto di vietarlo,perché mai l’esercitare in luogo chiuso cambierebbe la questione?
Stiamo punendo come se fosse un reato qualcosa che non lo è e che
viene per ora trattato facendo appello alla decenza,alla morale col risultato di generare un putiferio normativo.
E’ ridicola addirittura l’ipotesi avanzata di censurare un determinato tipo di abbigliamento e genera discriminazione perché riguarderebbe solo le prostitute..e non tutte le donne che in linea di massima restano libere di vestirsi come vogliono.Inoltre se non è reato la prostituzione perché chi va a prostitute (premesso che è difficile prostituirsi da soli) avrebbe commesso qualcosa di sbagliato?
Che lo Stato abbia un atteggiamento deciso verso un problema se il problema esiste ed è percepito come tale. Inutile stare ad atteggiarsi a liberali e poi reprimere sulla base di una morale che a volte vede e a volte no…Lo Stato si assuma la responsabilità di considerare reato la prostituzione sempre e comunque. E da qui poi muoversi alla tolleranza del singolo caso con qualsivoglia singola attenuante…se proprio la si vuole trovare.

7. libertyfighter - settembre 29, 2008

Liberalizzazione della prostituzione. Riapertura delle case chiuse. Divieto di prostituzione in luoghi pubblici.

8. prepo - settembre 30, 2008

dopo le elezioni il tono del blog è piuttosto cambiato..cambierei anche il nome, cosa ne pensate di forzaalemanno?

9. degradodiroma - settembre 30, 2008

Condivido il pensiero di Loredana MAANCHE quello di libertyfighter.

Io credo che sul piatto ci siano diverse opzioni, tutte da valutare ed approfondire. Credo che questa ordimanza sia, ripeto, un primo passo. Ogni nuova procedura ha bisogno di una fase di assestamento e perfezionamento. A volte può dare risultati impredicati ed inizialmente non previsti.
Si tratta di affinare le regole MAANCHE incrementare i controlli.

Io sto sulla sponda del fiume e aspetto.
Laura

10. Andrea Santosuosso - settembre 30, 2008

Chi è paladino della riapertura dei “bordelli” rifletta solo un momento sulla possibilità che sua figlia o sua moglie decidano di andarci “liberamente” a lavorare e lo Stato diventi loro sfruttatore. Non mi dite che si tratta di una libera scelta, è da ipocriti.
Non è libera scelta, la prostituzione è schiavitù e come tale va trattata punendo chi sfrutta e chi usufruisce dalla disponibilità di un essere umano disperato.

11. Andrea Santosuosso - settembre 30, 2008

Dimenticavo un particolare, ieri sera in zona Campi Sportivi all’Acquacetosa era tutto come al solito: transessuali al lavoro e file di macchine.

12. daniela - settembre 30, 2008

perchè per forza una prostituta è una schiava?
se una donna liberamente sceglie di fare questo mestiere, a quale schiavitù è sottoposta?
non sono d’accordo con te, andrea.
non mi piace l’idea della prostituzione, però se una donna è consapevole di quello che fa, non vedo la schiavitù.
allora sono schiave anche tutte le donne che fanno film hard o posano nude sui giornali porno? mi sembra che anche in questi casi ci sia un utilizzo del proprio corpo. addirittura oserei dire: anche tutte le attricette e le “veline” che posano per i calendari…..

13. Andrea Santosuosso - settembre 30, 2008

Quindi accetti a prescindere che tua figlia possa fare questo lavoro e lo Stato ci lucri sopra applicando magari l’IVA? Voglio vederlo scritto da te, come donna e come madre.
Quante saranno le donne che scelgno “liberamente” di prostituirsi? Te lo dico io: meno dell’uno per cento. Leggere le statistiche dei centri di accoglienza per prostitute e il parere degli psicologi che seguono i piani di recupero per chi cerca di sfuggire a questa immonda e subumana condizione.
La prostituta è di fatto una schiava sottomessa alle voluttà dei clienti (spesso padri di famiglia ipocriti e senza morale vedi caso emblematico On. Mele) e al cinismo dei suoi aguzzini.
Per quanto riguarda le veline sono delle povere idiote esattamente come chi compra i loro penosi calendari.

14. degradodiroma - settembre 30, 2008

Questo fenomeno delle “case di prostituzione” esiste già .. Via Pianciani, quartiere Esquilino, per fare un esempio, una strada che da 40 anni accoglie da un lato il Provveditorato della Pubblica Istruzione, l’ANAS e un Supermercato, dall’altro lato case di appuntamento con ormai “antiche” prostitute, la cui età media si aggira ora intorno ai 70 anni.
Lì non c’è sfruttamento da parte dello Stato, c’è solo un luogo che per “comodità” di chi esercita la prostituzione, si è dato per favorire se stesso.

In medio stat virtus. La prostituzione è sia schiavitù, sia scelta libera, dipende dalle singole realtà.

Laura

15. RondoneR - settembre 30, 2008

Liberamente o meno, la prostituzione non è un fenomeno che si possa risolvere così, con frasi fatte. Il vero demone è tutto il mercato che gira (in nero) intorno a questa compra/vendita antichissima. In ogni caso Daniela ha anche le sue ragioni, non fosse altro che ci sono “povere donne” che preferiscono fare le cameriere piuttosto che andare a battere. E i dati dell’immigrazione (a seconda del Paese di provenienza) lo dimostrano. Del resto ci sono fior di puttane italiane che fanno bei soldi, e non raccontiamoci che sono costrette. Consiglio a don santosuosso di leggere un libro interessante sull’argomento: Whore (scritto da una prostituta).

Qui comunque ci interessa la Città, ed è evidente che fino ad ora il problema è stato lasciato vegetare in pieno stile italico, cioè nell’ipocrisia e confusione più totale. Solo i cittadini uniti si sono battuti per salvare i propri quartieri.

Ben venga chiunque cerchi di mettere un po’ di ordine. A cominciare dalla strada.

16. Andrea Santosuosso - settembre 30, 2008

Il libro non l’ho letto, suggeriscimi tu l’autore, mi ricordo però un pessimo film con questo titolo, mi sembra fosse di Ken Russell (quello di Stati di allucinazione).
Diciamo che più che i romanzi mi interessano i numeri e le statistiche e quelli non mentono sulla natura di questo fenomeno.
L’idea che ci sia qualcuno che lo faccia per scelta (la prostituta) serve più a scaricarsi la coscienza che ad altro.
D’altra parte la solita piccola ipocrisia del piccolo italiano medio…

17. daniela - settembre 30, 2008

Su quest’ultimo argomento sono pienamente d’accordo.
Transito giornalmente sulla Salaria e su Via dei Prati Fiscali e sono stata finora costretta a vedere e far vedere a mio figlio lo spettacolo di queste signorine – praticamente nude – che sculettavano verso le automobili anche in segno di scherno. Una traversa di via dei Prati Fiscali (l’ultima prima della Salaria) è stata addirittura usata finora come bagno pubblico per i loro bisogni (anche solidi) lasciati così, sul marciapiede.
Una volta abbiamo anche visto un’auto della Polizia ferma – un pò appartata – con un poliziotto a fare da guardia e l’altro che riceveva il “servizietto” della ragazza di turno. CHE SPETTACOLO INDEGNO!
Anch’io mi son detta: se bastava un’ordinanza del Sindaco, che stupidi tutti a non pensarci prima.
Purtroppo – dopo un pò di giorni di liberazione delle strade – oggi sono di nuovo lì (in numero inferiore a dire il vero) un pò più nascoste e soprattutto vestite.

Altri Stati europei hanno regolamentato la prostituzione e non mi pare che quelle donne si sentano schiave dello Stato, pur restando il fatto che anche a me fa tristezza pensare che una donna possa arrivare a questo per vivere. Ma è la mia moralità a parlare, e non può essere così per tutte.

18. RondoneR - settembre 30, 2008

Dunque, il film di Russell (nonostante l’ottima Theresa) in effetti era come sempre piuttosto scadente, anche perché l’immagine perdeva i vari monologhi molto asciutti e sinceri della “Whore”. Io lo vidi a teatro, a Londra, ed era invece molto buono. L’autore è tal David Hines, il titolo originale era un meno significativo “Bondage”. Il concetto di base è che la “schiavitù” di cui parli è qualcosa di scelto e atrocemente autoinflitto dalla donna. In termini quasi dostoevskiani.

Parlare di ipocrisia del piccolo mondo italiano è un po’ riduttivo, visto che il fenomeno è mondiale.

Detto questo poi, non si comprende come mai la “puta” non lo faccia per scelta, mentre il ladro o l’omicida sì. Dove sta in questo caso la scarico della coscienza? Non sarà tutto il contrario? Cioè il benpensante (molto italico questo) riesce a digerire che una donna, anche sua figlia o sua madre, possa voler fare la prostituta?

19. degradodiroma - settembre 30, 2008

Rondone .. non so perchè eri finito nello spam .. purtroppo non posso fare nulla di più che ripescare i commenti quando apro, durante il giorno, il blog.
Laura

20. Loredana - settembre 30, 2008

L’ho detto che è un putiferio.
Personalmente non accetto la prostituzione per quanto riguarda la mia vita,la mia morale,il mio modo di pensare.Cioè non lo farei mai…a meno che non ci fossi costretta da terze persone.
La prostituta che ha scelto di fare quella vita per libera scelta fa quel che ritiene più opportuno a patto che non invada il mio spazio.Non invade il mio spazio quando “adesca” un cliente sul marciapiede che altrettanto liberamente sceglie di fare sesso a pagamento, lo invade quando si spoglia semmai davanti a me esibendo parti del suo corpo che non voglio vedere.O si fa vedere mentre “esercita”. Lì c’è una morale comune che media quella di tutti decidendo a priori che compiere alcuni atti davanti agli altri,col minimo dell’abbigliamento indosso non è giusto,specialmente quando non si da possibilità di scegliere se vedere o meno visto che spesso le prostitute appaiono lungo la strada che magari di percorre per andare a casa.E spesso nelle macchine ci sono bambini.
Le prostitute però non sono tutte libere,tra queste ci sono anche minorenni e donne costrette attraverso l’ignobile atto del sequestro del passaporto,e la minaccia di soprusi,violenze che si ripetono anche fino alla morte se necessario.
Queste donne sono tante,ce lo dice il fatto che da quando è aumentata l’immigrazione anche la prostituzione ha subito un incremento mostuoso.Lì entriamo in una sfera di violenza e di soprusi che con la prostituzione c’entra solo in modo marginale.La prostituzione è uno dei tanti reati che questa gente commette mandando altre persone a rubare,chiedere elemosina etc.sfruttando il prossimo in ogni modo possibile.
Con questa ordinanza lo Stato si sta dando il diritto di proteggere una categoria debole (quella appunto delle donne sfruttate) usando la strada sbagliata,cioè la forza invece della giustizia: controllo alle dogane,processi veloci,mantenimento della pena, rimpatrio.
Si accetta implicitamente che i controlli sono fallimentari o non espletabili per mancanza di risorse e si corre ai ripari dopo con il solo risultato che quel che è uscito dalla porta di servizio rientra dalla porta principale.
Le prostitute infatti sono più vestite,si appartano ma ci sono comunque con il pappone nell’angolo che guarda soddifatto e sghiganzza per essere ancora riuscito ad allinearsi a ciò che è più conveniente agli occhi della gente.
E malgrado questo non si è ancora soddisfatti…
La domanda a monte delle due scelte possibili e le uniche coerenti (cioè divieto o case chiuse) è: perché tolgo la prostituzione dalle strade,perché non viene tollerata dalla cittadinanza in quanto atto riprovevole a priori comunque e dovunque esercitato o perché intendo così reprimere la criminalità?

21. degradodiroma - settembre 30, 2008

Loredana io credo che le azioni intraprese dal governo centrale e dall’amministrazione comunale siano tutte volte a rimettere ordine, ripristinando regole dimenticate, aumentando controlli, allontanando che compie crimini e azioni illegali.
Riportare ordine significa tutto ciò che hai detto, e non a caso è esattamente tutto quello che si è messo nella pentola.

Lasciamo però almeno bollire l’acqua …

Laura

22. degradodiroma - settembre 30, 2008

Su “La vita in diretta” Rai1 ore 18.20 del 30/09/08 stanno presentando un filmato che attiene all’ordinanza in questione.

Il filmato ha fatto vedere la Via Salaria .. citata nel commento 1 e da Daniela, .. ma al contrario … prostitute SPARITE.

Via Cristoforo Colombo ancora un fuggi fuggi.

E poi il giornalista domanda ad una prostituta : “Ma tu domani torni su questa stessa strada ?”
Risposta : “Si, tranquillamente”.

Laura

23. Loredana - settembre 30, 2008

Infatti come te io non ho fretta….Cioè ce l’avrei…ma non posso pretendere che tutto si risolva dall’oggi al domani.
Esprimo il mio pensiero e osservo…

24. fabio - settembre 30, 2008

In molte discoteche, nei locali “puliti”ci sono donne che pattuiscono un prezzo con un avventore, poi se ne vanno in qualche posto, case alberghi, frasche a consumare. Si può mai vietare ad una donna di fare del proprio corpo quello che vuole? tra l’altro nel luccicante mondo dello spettacolo donne che offrono il loro corpo come merce di scambio per lavorare ce ne sono in un numero sconsiderato, anche quella è una forma di prostituzione, forse anche più misera.

25. Andrea Santosuosso - settembre 30, 2008

Il problema non è vietare alla gente di fare ciò che vuole, ma è sconsiderata l’idea di regolamentare per legge lo sfruttamento del corpo.
Lo Stato sfruttatore o pappone è una contraddizione in termini, e poi come mai tutti daccordo nel legalizzare la prostituzione ma quasi tutti contro quella delle droghe? Anche in quel caso dovrebbe valere il principio che del proprio corpo se ne fa quello che si vuole. O no?

26. fabio - settembre 30, 2008

Infatti, io sono anche per la legalizzazione delle droghe.

27. degradodiroma - ottobre 1, 2008

Questo il testo dell’ ordinanza antiprostituzione
Laura

28. daniela - ottobre 1, 2008

Vedi Andrea, è la frase “Stato sfruttatore” che non riesco a capire.
Ammettiamo che venga legalizzata la prostituzione: sarebbe concesso alle donne (e agli uomini, non dimentichiamolo) di poter fare un’attività che permetta prestazioni sessuali dietro pagamento di un compenso. La legalizzazione – presumo – comporterebbe che i guadagni siano dichiarati al fisco e sugli stessi siano pagate tasse, contributi, che chi pratica quest’attività abbia l’obbligo di controlli sanitari, ecc.
Allora lo Stato sfrutta tutti i lavoratori – poichè queste sono le regole a cui deve sottostare chiunque pratichi un’attività remunerativa.
Sulle droghe è lo stesso. Ho sempre sostenuto anch’io che sarebbe meglio legalizzarle pur di avere un controllo della situazione che lasciare tutto in mano a dei balordi. Parleremmo di “Stato pusher”?

29. daniela - ottobre 1, 2008

Il vero problema in questo Paese e che ogni qualvolta venga fuori un argomento che tocca la moralità cattolica si scatena il putiferio e pertanto si preferisce non fare, far finta di non vedere, che affrontare seriamente l’argomento stesso. O piuttosto si finisce per fare un gran pasticcio per accontentare un pò tutti (vedi fecondazione assistita).
Io credo che le leggi del nostro Stato debbano essere leggi “laiche”. Poi ognuno resta libero di comportarsi secondo la propria coscienza.
La legge sull’aborto deve esserci, non è detto che si debba usufruirne. Lo stesso vale per il divorzio (a proposito, vogliamo parlare degli annullamenti alla Sacra Rota, vero esempio di ipocrisia?) per la fecondazione assistita, per le convivenze, ecc.

30. RondoneR - ottobre 1, 2008

Fabio siamo in 2. 🙂

31. Andrea Santosuosso - ottobre 1, 2008

Vedi Daniela, il problema è che se, come dici tu lo stato laico legalizzasse la prostituzione e ci facesse pagare le tasse sopra (questo alla fine è il grande tema politico che spinge tutti i fautori di questo progetto liberalizzatore, il denaro, le tasse riscosse sull’atto sessuale e secondo me questo significa sfruttamento della prostituzione) dopo qualche tempo ti accorgeresti che queste benedette case chiuse sarebbero popolate da 4 squilibrate mentali che in preda a chissà quale demenza accetterebbero una vita aberrante.
Il resto (la maggior parte delle donne che vengono sopraffatte illegalmente) non entrerebbe in strutture del genere perchè i loro attuali sfruttatori non permetterebbe al suo “capitale umano” di sfuggire alla creazione del profitto. E probabilmente continuerebbero clandestinamente la loro attività, magari sottocosto perchè non tassate…
Ma non possiamo serenamente discutere il fatto che in Italia esiste una deriva di frustrazione sessuale (questa forse veramente da analizzare) che porta migliaia di uomini a cercare questo tipo di rapporto basato sul dominio dell’uomo sulla donna attraverso il denaro? Fatevi un giro in certe provincie del Nord Italia per vedere questo mercato a che livelli sia arrivato. E a questa gente noi vorremmo dare la scappatoia per scaricarsi la coscienza legalizzando la loro volontà di sopraffazione?
Io non sono affato daccordo.
P.S. Tu ci andresti a lavorare? (in una di queste case), e cosa penseresti se tua figlia o perché no tua madre decidessero di intraprendere questa “legale” attività.

32. degradodiroma - ottobre 1, 2008

Quando ho proposto il testo dell’ordinanza prostituzione (commento 27) l’ho fatto per portare la discussione su cose attuali e concrete. Un’ordinanza, quella del sindaco Alemanno, con dei limiti e dei confini netti, che ha addirittura una scadenza e nella quale non si cita neppure lontanamente la questione della “legalizzazione della prostituzione”. Questo argomento è per altro vecchio come il cucco, ma ripeto non ha nulla a che fare con l’ordinanza e vorrei ribadire questo perchè non si confondano i due argomenti. Con questa ordinanza si sta solo tentando di riportare decoro sulle strade, è un divieto è una norma che viene imposta, e con questa si spera di ridurre il fenomeno non certo di farlo scomparire, perchè rimanendo con i piedi per terra questo mestiere esisterà sempre sia esso legalizzato oppure no. E’ lo stesso divieto dei lavavetri di Firenze, piuttosto che quello riferito all’accattonaggio .. sono norme sulla decenza per ridimensionare fenomeni invasivi.
Laura

33. daniela - ottobre 1, 2008

Io non ci andrei a lavorare perchè la mia coscienza mi dice che esiste sempre una soluzione alternativa, però ci sono altre donne per le quali non sarebbe (e non è) un problema, soldi facili e velocemente. Ti dirò di più: avevo un’amica che intorno ai 18-20 anni “arrotondava” la paghetta dei genitori facendo “l’accompagnatrice” presso un’agenzia, sai quelle che trovano ragazze disposte ad andare a cena con uomini in viaggio d’affari? certamente ho cercato di dissuaderla più che ho potuto a continuare quest’attività – secondo la mia morale stava facendo un grosso errore – ma non per questo l’ho discriminata o le ho girato le spalle. Per me era sbagliato, per lei era un modo come un altro per fare soldi. E non c’era nessuno che la costringeva con la forza o il ricatto a farlo.

Non sono uomo – quindi non so ragionare in tal modo – ma non penso che per la maggior parte sia solo la ricerca del dominio o che siano dei frustrati. Penso, semmai, che l’abbondanza e la facilità di occasioni abbia fatto aumentare notevolmente il numero di clienti, clienti occasionali se vogliamo.
Magari se dovessero prendere appuntamento non lo farebbero.

Dice il vocabolario al termine “sfruttamento”:

1)il trarre vantaggio di qualcosa; in particolare, l’utilizzazione economica di qualcosa
2)spreg. il trarre un ingiusto profitto spec. dall’opera altrui.

Se lo Stato sfrutta le prostitute nel fargli pagare le tasse, siamo tutti sfruttati allora……

34. daniela - ottobre 1, 2008

Laura, no problem, non voglio mischiare i due argomenti.
Pienamente d’accordo con l’operato del Sindaco, con poco è riuscito a migliorare il problema, almeno per il momento: speriamo duri!

35. daniela - ottobre 1, 2008

p.s. per Andrea: il porno è sfruttamento?

36. Andrea Santosuosso - ottobre 1, 2008

La pornografia è un po’ diversa ma è quasi sempre espressione di un potere esercitato su esseri più deboli, in quel caso messi in mostra in cambio di un compenso.
P.S. Non è l’abbondanza dell’offerta a determinare la domanda (ragionando così la colpa sarebbe delle ragazze e non dei clienti), l’offerta di prostituzione per sua natura si sposta là dove c’è la domanda.
E la domanda è forte per il tipo di prostituzione a più basso costo.

37. degradodiroma - ottobre 1, 2008

Andrea ma allora puoi dirci anche i prezzi ?

DDDAAAIIII scherzo … non te la prendere 😀 .. era una battuta e poi sono a letto con la febbre quindi farnetico un pò !!

Laura

38. Andrea Santosuosso - ottobre 1, 2008

E chi se la prende… ci mancherebbe.
Ciao

39. marika&marko - ottobre 1, 2008

in rete ho trovato questo simpatico video relativo alle Migliori Scuse dei Clienti per Non Pagare la Multa Anti-Prostituzione:

http://www.metello.com/tette/METELLO_is_Burning_%5Bdeboscio%5D

eheheh fa morire 😀

40. daniela - ottobre 1, 2008

Te la ricordi Moana Pozzi? Non mi pareva così debole ma solo determinata a fare quel che gli pareva con il proprio corpo.

Ovviamente non è la stessa cosa per le prostitute “schiave”, certo loro non sono libere di scegliere, non nego ci sia un problema grave da risolvere.
Solo non penso che sia così per tutte.

41. daniela - ottobre 1, 2008

Poi, sai, l’occasione fa l’uomo ladro…..oopss……”sporcaccione”

Scherzo, non è colpa delle ragazze che sono lì, solo che più è facile e alla portata e più c’è la tentazione (sempre secondo me).

42. libertyfighter - ottobre 1, 2008

Scusate il ritardo nella risposta. Andrea, se mia figlia o mia moglie scegliessero volontariamente il mestiere? Sarebbe nel loro diritto. Come anche nel mio quello di incavolarmi se non mi piace la situazione. Ma poi finisce li. Non evoco nessun potere statale che IMPEDISCA a mia moglie o mia figlia di fare ciò che liberamente hanno scelto di fare. Se a me non piace, posso sempre divorziare. Per quanto riguarda lo Stato Pappone, hai quasi ragione. E’ indegno che lo Stato ci lucri sopra, come è indegno che lo stato lucri sopra tutti i lavoratori, tutte le aziende, tutti gli affittatori di case e in generale su tutti.
L’IVA è indegna per qualsiasi professione, non solo per la prostituzione. L’IRPEF è un furto legalizzato per qualsiasi mestiere, non solo per il meretricio. IRAP ICI e altre menate? Tutte furto e sfruttamento statale. Perché invece lo Stato che lucra sulle sigarette è bello? Maggiori fumatori = più entrate per lo Stato… Ti pare etico?
No vedo alcuna differenza poi tra chi sceglie di vendere per denaro QUELLA parte del corpo, piuttosto di chi per lo stesso motivo vende le sue BRACCIA in fabbrica, oppure il suo cervello presso una azienda o quant’altro. Cambia solo la parte del corpo. Ma tutti si vendono quando lavorano.
E’ proprio il principio del lavoro che funziona così. Che poi subentri una certa morale cattolica sull’uso indiscriminato del sesso, è un paio di maniche che devono affrontare i cattolici e solo loro, senza come al solito cercare di imporre la loro visione a chi non condivide.
L’unico problema che vedo nella riapertura delle case chiuse è l’aumento delle tariffe a causa del lucro statale.

43. Andrea Santosuosso - ottobre 1, 2008

Si dà il caso che IVA, IRPEF e compagnia bella dovrebbero servire per fornire servizi adeguati alla cittadinanza e come principio la tassazione la trovo abbastanza democratica. Ci sono a tal proposito molti esempi di Paesi con tassazioni importanti e livelli di servizi eccellenti. Diverso è il cattivo uso di quel pubblico denaro purtroppo speso male e troppo spesso deviato verso altre destinazioni non consone.
Sono daccordo con l’approccio della massima libertà individuale, ma resto dell’opinione che su questo particolare tema (la prostituzione) la percentuale di donne che per “libera scelta” decide di dedicarsi a tale lavoro sia estremamente risicata.
Come dire, in linea di principio è giusto, ma nella sua applicazione presenta parecchi problemi.
Comunque non temere, con il fatto che la nostra rimane una società laica solo sulla carta alcune conquiste di libertà individuale (diritti civili degli omosessuali, testamento biologico, eutanasia…) rimarranno solo belle battaglie da combattere contro i mulini a vento.

44. RondoneR - ottobre 1, 2008

libertyfighter ha già detto tutto quello che potevo dire, e ribadisco, don adrea, io non so che statistiche consulti, ma che ci siano tante, tantissime donne che lo fanno per scelta è un fatto.

fattene una ragione.

e viaggiando scoprirai anche che non abbiamo l’esclusiva sulla prostituzione, la trovi ovunque. Da sempre.

Gesù ne incontrò una. Pensa te.

45. libertyfighter - ottobre 1, 2008

Hai detto bene “dovrebbero”. Ma non lo sono e non lo saranno mai. Comunque non sono inique perché i servizi forniti non sono adeguati. Sono inique in quanto TASSE. Termine che può (ma per discuterne vieni sul mio blog, qui è OT) essere sostituito con PIZZO. Sulla prostituzione per libera scelta ti garantisco che non conosci a fondo la questione, sono moltissime le donne che decidono di guadagnare oltre 100000 euro l’anno esentasse, piuttosto che lavare i cessi per 15000 netti. Ma se anche la percentuale fosse risicata, ciò non costituirebbe pretesto per privare costoro della loro legittima libertà di prostituirsi. Il fatto poi che in linea pratica possa creare problemi applicativi (ma sicuramente meno del proibizionismo), è ancor meno una valida ragione per sopraffare i diritti naturali dell’uomo. E’ come incarcerare tutti per due mesi perché è complicato scovare ladri e/o assassini.
Sulle conquiste di libertà individuale tocchi un altro punto dolente. Mises spiegava che la libertà più importante è la libertà economica. Perché presupposto per tutte le altre libertà. In Italia e in Europa, proprio grazie a quelle estors. pardon tassazioni “importanti” di cui parlavi, ne abbiamo veramente poca. Alla stessa maniera quindi abbiamo poche altre libertà. Sulle libertà specifiche di cui parli, bisogna fare dei distinguo. Mi trovi daccordo sull’eutanasia. Ho dubbi sul testamento biologico perché non considera il fattore temporale nelle scelte di una persona. Sui diritti civili degli omosessuali, si è fatta tanta fuffa.
Bisognerebbe affrontare il discorso ad ampio spettro. E’ giusto che le persone finanzino le famiglie eterosessuali (attraverso le tasse)? Secondo me no. Quindi ben vengano i pari diritti eliminando i privilegi per le famiglie eterosessuali sposate. Se invece la lotta è per ottenere gli stessi privilegi anche per famiglie omosessuali, conviventi etc, allora mi dispiace ma non sono daccordo. Perché non si tratta di diritti ma di soprusi ai danni dei contribuenti.
Soprusi che sono sbagliati per le famiglie sposate, ma che si aggraverebbero qualora dovessimo perfino estenderli.
Scusa la logorrea

46. degradodiroma - ottobre 1, 2008

Ma allora perchè lo Stato dovrebbe incaponirsi a scovare il lavoro nero ? Mi sembrerebbe una “discriminazione razziale” veder effettuare tale ricerca solo nell’arco dei lavori “puliti”.
Massima sintesi.
Laura

47. libertyfighter - ottobre 2, 2008

Lo Stato cerca di scovare il lavoro nero per due motivi. Il primo è che è liberticida per definizione. Il secondo è che il lavoro nero non paga il suddetto “pizzo”. Dunque più lavoro nero, meno sottogoverno e magna magna politico. Questa è l’unica ragione per cui lo fa, anche se si ammanta di buonismo e di “tutele” che il lavoro in regola garantirebbe e i magnifici servizi sociali di cui tutti abbiamo evidente il livello qualitativo. Come del resto fa anche la ‘ndrangheta, che se paghi il pizzo ti tutela (offrendoti la “protezione”), mentre se non lo paghi ti manda i picciotti a bruciare il locale. L’amara verità la si comprende però solo quando si diventa disposti ad ipotizzare che La Politica in generale e non solo una parte, non solo taluni uomini, non solo in questo contesto storico, lotta per tutelare se stessa e non i cittadini. Ogni politico è lì per fare il suo bene personale e non quello di altri, se non come effetto collaterale. Può ipoteticamente succedere che nell’arco di una generazione 2-3 politici agiscano per fare il bene del paese, ma è soltanto l’eccezione.
Una volta compreso questo, Laura, cominci a capire i movimenti dei politici, le scelte che prima sembravano incomprensibili diventano chiare. Perfino scelte autodistruttive nel lungo periodo diventano vantaggiose per chi ha l’orizzonte fermo sui prossimi 5 anni (basta pensare al nostro debito pubblico). E allora capisci che il lavoro autonomo (e magari in nero) è fumo negli occhi. E’ libertà dal giogo politico, è qualcosa che il Ministro di turno non può rivoltare a suo vantaggio. E pertanto DEVE essere estirpato. Purtroppo, in un sistema politico democratico, devi anche fare fesso l’elettorato mentre ti fai gli affari tuoi. E quindi hai bisogno di una retorica convincente sulla mancanza di tutele nel lavoro nero, sulla necessità di una moltitudine di servizi “di pubblica utilità” e varie menate che non hanno un briciolo di verità, ma che hanno il pregio di ingannare le moltitudini e garantire l’appoggio popolare alle politiche del declino.
Un famoso aforisma dice: “La democrazia è l’adorazione degli sciacalli da parte degli agnelli”.

48. Effetti ordinanza anti-prostituzione « Il degrado di Roma - dicembre 4, 2008

[…] “L’ordinanza antiprostituzione è efficace e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Da quando il provvedimento è entrato in vigore le strade della città non sono più preda di degrado, squallore e oscenità varie. […]

49. degradodiroma - gennaio 28, 2009

Un comunicato stampa di Fabrizio Santori attinente l’ordinanza.
Laura
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“DALL’ORDINANZA OTTIMI RISULTATI. PRONTO IL RINNOVO”.

“Due giovanissime ragazze grazie all’azione sinergica di Polizia Municipale, Pari Opportunità del Consiglio dei Ministri e Dipartimento Politiche Sociali del Comune sono state inserite in un programma di recupero”.

“L’ordinanza antiprostituzione emanata lo scorso settembre dal Sindaco Alemanno, in scadenza il 30 gennaio, sarà rinnovata. Il provvedimento ha infatti prodotto in 5 mesi ottimi risultati sia nell’azione di contrasto del fenomeno sia sotto il profilo sociale. L’ordinanza è stata indubbiamente efficace per ridurre la presenza di lucciole sulle consolari, restituire decoro alle strade cittadine, scoraggiare clienti e sfruttatori e soprattutto consentire il recupero di tante giovani ragazze costrette a prostituirsi”.

“Proprio ieri il Gruppo Sicurezza Sociale e Urbana della Polizia Municipale (GSSU) ha messo a segno un importante risultato. Nel corso di normali controlli antiprostituzione sono state fermate due giovanissime prostitute romene che operavano sulla Laurentina. Le ragazze, una di 18 anni e l’altra di 22, si sono rivolte agli agenti del GSSU chiedendo il loro aiuto per uscire dal giro e buttarsi alle spalle quello squallore. Gli uomini del GSSU in collaborazione con gli operatori del Numero Verde Antitratta nazionale attivato dal Dipartimento per le Pari Opportunità per la protezione sociale delle vittime della tratta, l’800 290 290, hanno affidato le due giovani a una casa famiglia, dove saranno assistite da personale specializzato del Dipartimento Politiche Sociali del Comune di Roma al fine di consentirne il pieno recupero”.

Fabrizio Santori
Presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma

50. daniela - gennaio 29, 2009

attenzione!!!!!! segnalo che a via dei prati fiscali sono ricomparse da qualche giorno le prostitute

51. monuska - gennaio 29, 2009

Avverto anche io che le signorine e i maschioni brasiliani sono ricomparsi anche sulla palmiro togliatti.
Anzi, mentre prima erano “nascosti” dalle parti del mattatoio, dove la gente passa solo con la macchina, ora sono in bella vista (anche di pomeriggio) al quarticciolo, alle fermate degli autobus e all’angolo con il liceo!


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