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Educhiamoli settembre 9, 2008

Posted by degradodiroma in Segnalato da ..., Sporcizia.
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Segnalato da : Eileen Michelle Forsythe

Partendo da chiare premesse, arrivo a una proposta probabilmente impopolare.

Premesse

1) In Italia vogliono fare gli inceneritori. Sono dannosi, senza ombra alcuna. Alla salute dell’uomo e dell’ambiente. La soluzione per scongiurare questo pericolo è la RACCOLTA DIFFERENZIATA.
2) L’italiano medio non ha senso civico. Forse lui non ci tiene ai propri polmoni e non pensa al futuro dei suoi discendenti.
3) Dal 2005 NON fare la raccolta differenziata è reato punibile da 50 a 300 euro. A volte il sistema del Bastone e della Carota funziona per cambiare anche i peggiori soggetti.

Proposta

Denunciate al Comune di Roma e all’AMA gli esercizi commerciali che non riciclano. Se andate nei bar e non trovate i secchi della differenziata, scrivete a chi di dovere ricordandogli che, appunto, non riciclare è reato !
Guardate chi riempie il cassone NORMALE di bottiglie di vetro e cartoni. Elettricisti che li riempiono di fili elettrici, gommisti che ci buttano le lattine di olio. Siate voi i boia, almeno per un pò !
A volte, fare la spia, non è peccato !!! 

Naturalmente, riciclate anche voi !

da degradodiroma : esiste una differenza tra termovalorizzatori ed inceneritori, così come si può leggere quì , ora Eileen cita i secondi e non i primi. Non entro nel merito della minore o maggiore pericolosità dell’uno o dell’altro ma una qualunque tecnologia di smaltimento dei rifiuti deve essere, a mio avviso, accolta ed adottata. (Laura)

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Commenti

1. Andrea Rossi - settembre 9, 2008

Sono abbastanza d’accordo con Eileen, c’e’ in giro troppa gente maleducata, alcuni commercianti ed artigiani in particolare si distinguono per il loro scarso senso civico, la differenziata ormai dovrebbe essere recepita da tutti e vedere che alcuni sono cosi pervicacemente incivili fa oltremodo incazzare, tuttavia credo che il compito di vigilare, redarguire e punire sia delle forze dell’ordine e della municipale in particolare, credo che se si ha voglia di fare qualcosa di giusto e coraggioso bisognerebbe intervenire pesantemente nel corpo della polizia municipale romana, ripulendola e rendendola efficiente, non e’ possibile che con 7000 vigili in organico pagati da tutti noi se ne vedano cosi pochi in giro.

Riguardo gli inceneritori e termovalorizzatori non sono d’accordo con Laura, queste tecnologie sono controverse, la comunista’ scientifica non e’ d’accordo sulla loro innocuita’ e credo che finche’ non c’e’ l’ASSOLUTA SICUREZZA AL 100 PER CENTO non si debba rischiare nulla, meglio allora almeno per ora puntare sulla riduzione degli imballaggi alla produzione, al riuso e quindi alla differenziata, questi sono metodi semplici, gratuiti e sicuri.

Vi ricordate il negoziante che riprendeve il vuoto ? Ecco il futuro e’ nella nostra memoria, magari si potrebbe migliorare il ciclo, semplificarlo ma l’idea e’ validissima, il vetro si puo’ utilizzare centinaia di volte, avere una bottiglia di vetro e buttarla nel secchio e’ emblematico di questa nostra societa’ un po’ diciamolo rincoglionita e suicida.

2. Andrea - settembre 9, 2008

Bisogna imparare, abituarsi, mettere in pratica e insegnare a quanti più possibile che la cosa più importante è produrre meno rifiuti.
La soluzione non è bruciarli indiscriminatamente ma bruciare solo ciò che può essere bruciato in sicurezza.
Dal mio punto di vista bisognerebbe togliere i cassonetti dalle strade e ricominciare con la raccolta a domicilio, questo per poter controllare la qualità dei rifiuti consegnati.

3. Andrea Rossi - settembre 9, 2008

Andrea attenzione la raccolta a domicilio (porta a porta) non e’ esente da problemi, in alcune zone di Roma gia’ viene effettuata e conosco notevoli difficolta’ da parte dei cittadini piu’ deboli come ad esempio gli anziani, anche per chi ha la casa piccola o senza balcone questo modo di conferire i rifiuti comporta problemi molto antipatici, inoltre se gli operatori ama non sono efficienti la “monnezza” impacchettata rimane per strada (andare in gita alla Massimina per vedere coi propri occhi), con la raccolta porta a porta e’ vero che alla fine si differenzia di piu’ pero’ e’ anche vero che i cittadini sono chiamati a fare un lavoro senza avere nulla in cambio (anzi le tariffe aumentano continuamente e le riduzioni non si vedono).
Non dico no alla raccolta porta a porta, ma dico attenzione che la fregatura e’ dietro l’angolo e poi credo che almeno davanti a certi esercizi commerciali (bar, pizzerie etc etc) avere a disposizione cestini e cassonetti sia comunque necessario, cassonetti necessari anche per i tanti turisti che vengono a Roma.

4. Andrea - settembre 9, 2008

In molti posti dove ho lavorato e vissuto (non in Italia…) si fa la differenziata con ritiro a domicilio. A Londra si fa la raccolta a domicilio, solo da noi ci sono i problemi. Siamo sempre speciali…

5. smemo73 - settembre 9, 2008

Mi domandavo proprio se i commercianti ed i gestori di bar e ristoranti fossero o meno obbligati a differenziare i rifiuti. A quanto pare si (qual’è il riferimento normativo?).

Mi attiverò sicuramente per denunciare se non altro i casi più eclatanti. D’altronde sono proprio i bar ed i ristoranti a produrre il maggior numero di bottigile di vetro e plastica, così come altre attività commerciali producono carta e cartone.

Quallo che manca in Italia ed in particolare a Roma è un senso di dovere, un senso civico comune. Ognuno fa come gli pare pensando che ci sarà sicuramente quacun’altro che pulirà per lui o peggio, fregandosene altamente.
E’ un processo lungo, che può dare risultati evidenti solo mettendo le persone alle strette, non dandogli possibilità di comportarsi diversamente da quanto stabilito.

Solo se obbligati e sanzionati forse gli italiani cominciano a capire come comportarsi e come vivere civilmente!

Che amarezza……

6. Les - settembre 9, 2008

smemo73, qui in Italia ed in particoare a Roma manca un senso civico comune ma non solo.C’è qualcosa di più.Nel corso degli anni molti nostri concittadini hanno sviluppato una sorta di avversione nei confronti del “bello”, del “tenuto bene”, del decoro urbano.C’è qualcosa di perverso nell’atteggiamento di molti nostri concittadini, più o meno giovani, che di fronte a un bel giardino, una pensilina dell’autobus o addirittura a un monumento provano l’irrefrenabile istinto a deturparli o danneggiarli.
Guarda ad esempio la tag che sfregia le mura dell’Altare della Patria (lato Piazza San Marco/capolinea Atac) da qualche mese e che incredibilmente non è stata ancora cancellata, oppure i catarifrangenti concavi della segnaletica verticale riempiti di rifiuti.
Il romano medio prova insofferenza per il decoro urbano.
E le autorità fanno poco o niente, anzi temo che il decoro urbano sia vissuto come un’inutile imposizione persino dai vigili urbani e dagli operatori dell’Ama.
C’è il reale bisogno di un cambio di atteggiamento da parte di vigili e operatori dell’Ama.
Secondo voi è possibile? Io la vedo difficile.

7. manuele - settembre 9, 2008
8. degradodiroma - settembre 9, 2008

Per Smemo73. Mi hai fatto venire in mente la canzone “Cercami” di Renato Zero “..così poco abili anche noi a non dubitare mai di una libertà indecente ..“. La maleducazione e l’inciviltà arrivano quando una Nazione che si è data delle regole, quelle stesse non le fa rispettare.

Per Les. Possibile che per colpa di pochi si debba sempre finire tutti dentro lo stesso calderone ?
Tu dici “Il romano medio prova insofferenza per il decoro urbano” .. no mi dispiace “io non ci sto” 😀 (Scalfari docet). Intendi davvero i romani-romani ? o riferisci ai residenti di roma ? i veri romani amano Roma, i veri romani siamo noi, persone civili, educate ed operose, non ci sto a prendermi un etichetta equivalente a “Italia-spaghetti” la trovo riduttiva ed offensiva.

Per Manuele. Filmato bellissimo .. ma come hai fatto a trovarlo ?
Laura

9. degradodiroma - settembre 9, 2008

Qualche tempo fa, il 03/06/2008, scrivevo questa e-mail a Fabio De Lillo Assessore all’ambiente.
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La disturbavo per offrirle questa “idea”, che comunque tengo a precisare come non mia.

Una iniziativa semplice ed intelliggente, promossa dall’xxxxx, potrebbe essere molto utile a livello nazionale.

Presso l’xxxxx da pochi giorni sono stati distribuiti dei cestini, in tutte le stanze, per la raccolta specifica della carta. Questi cestini si differenziano per colore da quelli che sono già collocati nei diversi ambienti. Questa iniziativa, sarebbe ancor più efficace se si attuasse anche per la raccolta della plastica, bottiglie, bicchieri, … quì ce n’è un uso spropositato, ma non esistono raccoglitori specifici, e ne basterebbero pochi, ad esempio uno per piano.

Se questa iniziativa fosse applicata in tutti i Ministeri ed in tutti gli uffici pubblici, oltra a servire di buon esempio, sarebbe anche di educazione al senso civico. Io credo che con una ordinanza … si muoverebbe il primo ingranaggio verso quella raccolta differenziata cittadina che tanto auspichiamo.

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Purtroppo non ho mai ricevuto risposta ..

Laura

10. Loredana - settembre 10, 2008

Da parecchio tempo faccio la raccolta delle pile.Parliamo di almeno sei o sette anni. Anche se sarebbe buona cosa – lo faccio solo da poco – usare le ricaricabili soprattutto perché si spendono meno soldi. Metto le batterie tutte dentro un contenitore di plastica che ho a casa e poi semestralmente (possibilmente prima che caccino l’acido) le consegno a una persona che conosce un raccoglitore vicino al posto dove lavora perché me le getti. Mi dice essere l’unico raccoglitore della zona. Effettivamente io non ne ho mai visti…non so neanche che forma abbiano.
Questa raccolta mi sta particolarmente a cuore perché le pile inquinano in modo impressionante! Parliamo di ettari di terreno per ogni singolo pezzo!
Mi chiedo perché si debba fare sempre la caccia al tesoro per scovare servizi e possibilità.

Cerco di convincere chiunque che è cosa da farsi,spesso mi becco uno sguardo truce o sghignazzante come quello che beccavo già anni or sono quando molto tempo,ma molto prima della legge già indossavo la cintura di sicurezza.

Bisognerebbe più che altro capire se tutti sono informati del fatto che occorre riciclare…e allora prima di denunciare un bel bigliettino sotto la serranda per informarlo e redarguirlo…e se continua (perché vuole fare come vuole) scatta la denuncia. Tra i commercianti e gli esercenti ci sono anche persone poco informate perché purtroppo non esiste un “ufficio” vero e proprio al quale rivolgersi per conoscere bene tutte le norme. Ci sono tanti,anche non anzianissimi, per esempio che sono convinti che per “proteggersi” da agenti tossici basti bere del latte…

Tante cose dovrebbero passare forse per la scuola…e cominciare da piccoli. Intanto nostro dovere è imporcelo e farlo notare agli altri.

11. degradodiroma - settembre 10, 2008

Una dettagliata guida alla raccolta differenziata, inclusa la raccolta delle pile, la trovi cliccando QUI’ e troverai scritto, ma ne vedrai anche l’immagine, che la raccolta delle pile usate viene fatta in “.. dei piccoli contenitori gialli spesso collocati davanti agli istituti scolatici o nei pressi di negozi di ferramenta”.
Laura

12. degradodiroma - settembre 10, 2008

Nella guida si parla anche della raccolta dei medicinali e del contenitore preposto alla raccolta, collocato in generale vicino alle farmacie. In relazione a questo tipo di raccolta, vi conviene separare già a casa i medicinali scaduti dalle loro confezioni di carta, Insomma gli involucri non devono entrare in quel tipo di raccoglitore.
Laura

13. Loredana - settembre 10, 2008

Bè si…effettivamente il cartone della confezione va da altra parte.
Il raccoglitore di medicinali l’ho già visto accanto alle farmacie ma quello giallo delle pile mi pare proprio di no,ci farò più caso.

Comunque internet pur essendo presente in molte case non arriva ancora a tutti,i messaggi dovrebbero essere più frequenti tipo bombardamento subliminale.

Appena mi riparte la stampante stampo un foglio e lo attacco al lavoro e nei luoghi che frequento.

14. degradodiroma - settembre 10, 2008

E’ vero non tutti hanno internet, e non tutti hanno Vodafone, ..infatti
leggo su Differenziata. Roma accordo Comune Ama e Vodafone

questa notizia ….

In anticipo con l’applicazione della legge 151, che obbliga i produttori a farsi carico delle spese di smaltimento, e che prevede che i negozianti ritirino gratuitamente le apparecchiature usate, il Comune di Roma, l’Ama ed il colosso della telefonia Vodafone hanno siglato un accordo per il corretto recupero dei cellulari in disarmo.
L’intesa prevede infatti che i vecchi telefonini, le batterie e gli accessori possano essere consegnati, oltre che presso le isole ecologiche Ama, anche nei 60 negozi Vodafone One della capitale, affinchè il materiale raccolto venga così avviato al recupero differenziato.
Inoltre, secondo quanto rende noto l’Amministrazione capitolina, Vodafone invierà a circa 50 mila romani, previo consenso, sms e mms finalizzati alla sensibilizzazione della raccolta differenziata; i messaggi saranno poi replicati a settembre e a dicembre.

Laura

15. Loredana - settembre 11, 2008

Bè meno male….
Anche i cellulari bel problema…e pure oggi mi sono detta…e l’elettronica dove va?
Non sapendo dove mettere i cellulari rotti o quelli vecchi di cui non si trovano più le pile…me li sto tenendo (non che siano così tanti).

Quel che mi chiedo a proposito di riciclaggio…facciamo la differenziata ma il riciclaggio esiste davvero? Dove vanno a finire i materiali recuperati?

16. libertyfighter - settembre 17, 2008

Psst. Prima di tutto ti faccio i complimenti per il blog interamente dedicato allo schifo che è Roma. Sto per mettere su un sito con 101 buoni motivi per NON venire a Roma. In Inglese e dedicato ai turisti. Vediamo se cambia qualcosa. Sullo specifico della differenziata però non sono affatto daccordo. Primo ci sono forti motivi strutturali. A casa mia, se metto quattro secchi differenti (che so umido, vetro, carta, …), non entro più io. Le case a Roma sono microscopiche, battute forse solo da quelle di Tokio. Secondo, ti sei informata di quanto paga una singola famiglia in un anno di immondizia? Beh, coi soldi che percepisce l’AMA o chi per lei, se la facesse da sola la differenziata. Che poi, tra le altre cose, l’immondizia differenziata ha un valore commerciale. Una tonnellata di plastica VALE. Non vedo perché io dovrei pagare una azienda per venire a prendere da me della roba che poi si rivende e ci lucra, senza che neanche si impegni a separarsela.
D’altra parte, prima il cartonaio funzionava perché ci pagava per il nostro cartone. Adesso che siamo noi a pagare, perché dovrei differenziare?

17. Andrea Santosuosso - settembre 17, 2008

Se non impari a differenziare e non ti sforzi di farlo (anche se abbiamo case piccole si può, si deve fare) tra un po’ saremo sommersi dall’immondizia.
Ciao

18. libertyfighter - settembre 18, 2008

Io penso che con 400 euro l’anno di immondizia che pago alle municipalizzate o ex municipalizzate, la differenziazione possono benissimo farsela loro e non farmi sommergere dalla monnezza. Trovo più comodo sparargli il giorno che non riescono più a smaltirla.

19. libertyfighter - settembre 18, 2008

Oppure, evitano di farmi pagare, e io differenzio. Ma cari amici, se richiedono dei denari, il servizio lo devono fare. E non possono neppure decidere di farne metà o un quarto senza che io mi possa rifiutare di aderire alle nuove regole. Tra qualche tempo ci toccherà anche smaltirla noi l’immondizia, ma i 400 e rotti euro continueremo a pagarli. Non vi fate prendere in giro. Io non dico affatto che la differenziata NON sia utile. Sicuramente è utile. Ma dove sta scritto che la devo fare io e non quello che ricetta quasi un milione di lire a famiglia per occuparsi dell’immondizia? Riguardo alle premesse citate nell’articolo, vorrei far notare che le multe (in Italia si fanno SOLO multe), rappresenterebbero il bastone. Ma la carota non la vedo..

20. Andrea Santosuosso - settembre 18, 2008

Esatto, se non cambiamo modo di fare sarà come dici tu, ti toccherà smaltirltela da solo.
La differenziata la dobbiamo fare noi per il semplice fatto che la differenziazione ha un senso solo se tu che la produci (l’immondizia) la separi prima di gettarla, non è possibile separarla dopo a meno di far crescere i costi in maniera esponenziale.
In quanto allo spazio rifletti sul fatto che separata o non separata occupa sempre lo stesso spazio e dovresti avere solo dei contenitori più piccoli. In ultima analisi separarla è un gesto di civiltà e di lungimiranza per coloro che vivranno anche dopo di te.
Impariamo da Paesi che sotto questo aspetto sono molto avanti a noi, non serve andare lontano basta vedere cosa succede in Austria.

21. libertyfighter - settembre 18, 2008

Non sono daccordo. Se separo devo avere per forza 4 contenitori al posto di uno. Che occupano più spazio per forza. Anche perché il tasso del riempimento del vetro è diverso dall’umido. Ed è escluso che ogni bottiglia di vetro io scenda alla ricerca del contenitore adatto.
Sui costi esponenziali è una sonora balla. I costi levitano perché non c’è concorrenza. Ci sono Stati europei che non fanno pagare il servizio, perché per le aziende, smaltire e riciclare l’immondizia è un business. Ecco. In queste condizioni, potrei anche pensare di differenziare. In cambio NON pago un euro. Ma fino a che c’è un tizio che mi prende 500 euro l’anno per smaltirla, io non differenzio e non differenzierò. E non intendevo che “se non cambiamo modo di fare ci toccherà smaltircela”. Intendevo “se continuiamo ad abbassare il capo (leggi fare la differenziata) quando i servizi pubblici aumentano i costi e riducono i servizi, senza pensare di privatizzare”, ci ritroveremo a pagare il servizio e farcelo da soli.
Se non riescono a smaltire, è sufficiente che liberalizzino e privatizzino il settore. Se non lo fanno, non vedo perché io debba aiutarli a fare meno lavoro.

22. libertyfighter - settembre 18, 2008

Ma ti dirò di più, in un sistema di concorrenza dove lo smaltimento dei rifiuti e il loro riciclo rappresenta un business (vendita di alluminio, di ferro, di rame, di concimi, di combustibili), le aziende in concorrenza probabilmente sarebbero loro a dirti di NON differenziare, a patto che tu svuoti la tua immondizia nei cassoni di TAL ditta piuttosto che quelli di UN’altra

23. libertyfighter - settembre 18, 2008

ops. Al posto di “di TAL” leggasi “della loro”

24. Andrea Santosuosso - settembre 18, 2008

La tua affermazione al post 22 è al limite dell’utopia.
Ti consiglio qualche giro di ricognizione in Austria, Danimarca e Olanda, o anche in Germania. Se vuoi puoi anche spingerti poco lontano fino in Alto Adige.
Non ci vuole molto a capire l’importanza della differenziazione PRIMA e non DOPO il cassonetto.
Pensare di privatizzare sarebbe una buona idea, peccato che in Italia ‘ste privatizzazioni siano quasi sempre una bella fregatura, sanno tanto poco di mercato e tanto di “amici degli amici”.
Comunque non temere, tra 9 mesi con Malagrotta al collasso ci sarà da divertirsi… buona maschera antigas a tutti.

25. libertyfighter - settembre 18, 2008

Perché utopia? Il cartonaio dell’esempio ci guadagnava a comprarti il cartone. E allora io voglio guadagnarci se vuoi le mie bottiglie separate, se vuoi il mio alluminio separato, se vuoi la mia carta separata. Se invece devo pagarti per prenderteli, allora te li separi tu. Mi sembra ovvio. Ripeto. Non dico che non sia utile. Ma NON se devo pagare qualcuno per gestire la mia immondizia.
Sulle privatizzazioni italiane purtroppo hai ragione. Ma prima o poi bisogna farle per bene.
Tra 9 mesi…. Io penso che Roma non verrà invasa dai rifiuti. E’ troppo facile caricare dei camion e scaricare tutta la giacenza a piazza Montecitorio.

26. Andrea Santosuosso - settembre 18, 2008

Negli altri Paesi d’Europa la raccolta si paga anche se differenziata. Ho vissuto in Inghilterra e si pagava il doppio di Roma.
Non esiste un solo Paese dove il servizio sia gratuito, è per questo che ho usato il termine utopia. E’ utopia pensare a quello che potresti fare con i tuoi rifiuti (guadagnarci qualcosa) in un Paese sottosviluppato culturalmente come il nostro.
Hai perfettamente ragione quando parli di tariffe attuali non giustificate da livelli di servizio adeguati.
Il problema però, scusa se insisto per l’ultima volta, è che il guadagno tu lo devi intendere per la collettività e non per il tuo portafoglio.
Ne guadagneremo tutti il giorno che sapremo smaltire intelligentemente i troppi rifiuti che produciamo. Io ho una casa non enorme (85 mq) eppure separo carta, vetro, plastica e tra qualche giorno anche l’organico visto che ho deciso di mettere una compostiera in giardino.
Probabilmente è vero, non ci guadagno nulla, ma sicuramente faccio guadagnare qualcosa ai miei figli.

P.S. magari i rifiuti a Montecitorio serviranno al momento opportuno per organizzare una nuova bella campagna elettorale… comunque Malagrotta è piena al 98%

Ciao

27. degradodiroma - settembre 18, 2008

Per Libertyfighter. Io credo che se le regole cambiano debbano cambiare i nostri comportamenti.
Se una strada da doppio senso di circolazione diventa a senso unico, dobbiamo rispettare la nuova percorrenza, se ognuno continuasse a fare secondo i propri “desiderata” sarebbe anarchia.
Una società civile si pone delle regole, queste regole cambiano nel corso del tempo, molto spesso si cerca di migliorarle, e così è stato nel corso degli anni per ciò che attiene la questione monnezza. Diversi anni fa l’operatore arrivava fin sui pianerottoli a recuperare i secchi di ciascuna famiglia, posti ad una certa ora fuori dalla porta. Nel corso degli anni le regole della raccolta sono cambiate per effetto della grandissima quantità di garbage. Anche questa, la raccolta differenziata, è una nuova regola.

Non c’è possibilità di scelta.
Non è discutibile.
Non è contrattabile.

La pretesa del “pago-pretendo” poi non è a mio avviso valida. Allora non pagare l’autobus perchè il servizio che ti viene offerto è scadente con attese lunghe ed autobus sporchi oppure non pagare l’autostrada quando fai file chilometriche ai caselli, non pagare le tasse perchè tanto non hai buoni servizi in cambio, e non pagare le tasse per la scuola tanto le aule sono fatiscenti … e così all’infinito.

L’essere civili e quindi il rispetto delle regole va di pari passo con la pretesa di un servizio migliore, perchè chi sta nel giusto può urlare e dire la sua ma chi civile non è, in quanto non rispetta le regole, che pretese può avere ?

Laura

28. libertyfighter - settembre 19, 2008

Laura, quando io provvedo alla mia alimentazione faccio esattamente così. Non pago il negoziante che ha merci scadenti o troppo care, e pago invece quello che reputo conveniente. Si chiama “libero mercato”. Gli autobus, se li prendo li pago. Se non li prendo non li pago. L’autostrada, idem. E’ quando introduci il concetto di “tassa” che tutto va a farsi benedire. Perché al posto del contratto (pago – pretendo), si usa l’estorsione (tu paga, poi vediamo). La monnezza non funziona perché é pubblica e si basa sulla tassazione. Così come le aule fatiscenti e i servizi scadenti. Trenitalia fa schifo. Alitalia peggio. Le PA lasciamo perdere.
Tu parli di regole. Le regole vanno discusse ed accettate. Quando faccio un contratto le discuto e le accetto. Quando un assessore aumenta o stabilisce il prezzo del ritiro obbligatorio di immondizia, o del canone della televisione, sta prevaricando tutti gli altri. Il mercato privato funziona proprio perché, “se il servizio è scadente”, nessuno paga. Ma se invece pagassimo sempre anche con servizi scadenti, nessuna pretesa di servizi migliori potrebbe avere un risultato diverso da un urlo nel deserto.

29. libertyfighter - settembre 19, 2008

Per far funzionare la cosa insomma, devi sempre prevedere una via di uscita, altrimenti coloro che sono in posizione di forza ne approfittano. Se la via di uscita non c’è (rinuncio al servizio che mi offri e non ti pago una lira) le posizioni di forza (Trenitalia, Alitalia, AMA, PA varie) massimizzano i profitti a scapito del prodotto. Al limite, i treni non li fai proprio partire, tanto nel bilancio gli introiti continuano a comparire (tasse), le spese si azzerano.

30. Andrea Santosuosso - settembre 19, 2008

Ogni tanto, quasi ciclicamente, riappare la favoletta del “libero mercato” che sistema tutto da sè. E va bè, mi dico, ci può stare.
La cosa che non mi spiego è come possa ancora destare attenzione tale concetto ormai chiaramente fallito.
In Italia esistono solo monopoli, duopoli o al massimo qualche oligopolio, di “libero mercato” sono almeno 2000 anni che non ne vediamo, è un po’ come la foca monaca in Sardegna.

31. degradodiroma - settembre 19, 2008

Io non ho detto che il libero mercato non ci debba essere e non ho detto che l’ama funziona … figurati .. Anche in presenza di una società privatizzata la raccolta differenziata rimarrebbe comunque e forse verrebbe ulteriormente discriminata. 20 anni fa non c’era tutto questo consumo di plastica di vetro di batterie, e domani chissà quale altro materiale consumeremo in gran quantità. Ho parlato di regole di civiltà che la società si da per vivere tutti meglio. Una regola che riguarda l’ambiente è quella della raccolta differenziata e questa regola non verrebbe certamente meno anche in presenza di un libero mercato.
Laura

32. degradodiroma - settembre 23, 2008

Avete visto Striscia la Notizia di ieri 22/09/2008 ?

Per chi non avesse visto la puntata, guardate questo filmato Tapiro gigante in Parlamento

Laura

33. loredana - settembre 24, 2008

Ma il riciclaggio oggi funziona davvero?
Quello che separiamo dove va?

Nell’attesa di avere una risposta che mi perplime da un po’ ho trovato questo:

detersivi e latte sciolto,dove si trovano?

34. degradodiroma - settembre 24, 2008

Per poter acquistare detersivi e latte “alla spina” consulta

per i detersivi 1000 bolle point e per il latte Milk maps

Laura

35. degradodiroma - settembre 25, 2008

Niente raccolta differenziata nel palazzo Ama da “Il Giornale” del 24/09/2008

Laura

36. monuska - settembre 25, 2008

Al supermercato, credo Auchan, della Bufalotta, ci sono moltissimi prodotti sfusi: cereali, caramelle (che costano 1/3 di quelle alle bancarelle!!) e detersivi. Io il latte l’ho provato al mercato biologico a Testaccio. Era buono, conveniente, ma mi fa un po’ paura bere qualcosa di non pastorizzato che potrebbe veicolare germi e quant’altro 😦

37. Loredana - settembre 26, 2008

Bè ti capisco Monuska…con tutto quel che si sente…sul latte ho le mie riserve anche io.
Ma sui detersivi assolutamente no. Ne usiamo tanti e sono tutti in contenitori di plastica.

38. degradodiroma - ottobre 5, 2008

Oggi a Testaccio, nell’ex-mattatoio è la Biodomenica 2008.

Oggi il latte biologico alla spina viene offerto al prezzo di 1 euro al litro. E’ prevista la distribuzione gratuita dei contenitori, comunque riciclabili.

Laura

39. degradodiroma - novembre 9, 2008

Io non capisco perchè questo decreto sui rifiuti, prodotto appositamente per Napoli, non possa essere esteso anche a Roma
Rifiuti abbandonati: primi sei arresti a Napoli (Il Giornale 08/11/2008)

Laura


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