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Il dilemma di Rutelli sulla Metro C marzo 6, 2008

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Segnalato da : Smemo73

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Il dilemma di Rutelli sulla Metro C
di Omar Sherif H. Rida (ilGiornale del 29/02/08)

Come ministro può autorizzare la prosecuzione del progetto che aveva voluto da sindaco, ora bloccato dalla Sar.
Esordire con «noi l’avevamo detto», ora sarebbe fin troppo scontato. E allora si può ricordare che «l’aveva detto» già nel 2003 con una dettagliata relazione la Soprintendenza per i Beni archeologici capitolina, presieduta da Adriano La Regina. E prima ancora, alla metà degli anni ’90, la onlus Italia nostra assieme a numerosi esperti e addirittura sottosegretari di governo. Così ieri, quando proprio Italia nostra ha annunciato che la Sar ha dato parere negativo sull’impatto archeologico della metro C nella tratta centrale, è sembrato quasi di assistere a un film già visto. Divieto di procedere con i lavori fino a data da destinarsi (se mai ci sarà) nelle stazioni Venezia, Chiesa Nuova, Argentina (già soppressa) e piazza Risorgimento, ha sentenziato la Sar dopo la conclusione degli infiniti scavi preliminari. E lo ha fatto con un rapporto firmato dal soprintendente Angelo Bottini e inviato lo scorso 24 gennaio al ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli. Che per un beffardo scherzo del destino è anche il candidato sindaco di Roma del centrosinistra. A lui quindi la patata bollente: garantire la tutela dei beni archeologici come le sue prerogative di ministro gli imporrebbero, oppure bypassare il parere (vincolante) della Soprintendenza e puntare a un nullaosta per proseguire i lavori, pensando magari a un possibile ritorno in Campidoglio? Giovedì scorso il Consiglio superiore per i Beni culturali non ha sbrogliato la matassa. Il motivo dello stop? l’attuale progetto è troppo invasivo per il sottosuolo. Troppi i reperti ritrovati, troppo alto il rischio di sventrare le enormi ricchezze di Roma antica. E pensare che proprio nel suo ultimo giorno da sindaco, il 13 febbraio, Walter Veltroni aveva affermato: «Abbiamo dimostrato che si può realizzare un sistema di metro che passa nel cuore della città, dove c’è la nostra archeologia». E mentre lo diceva, la relazione della Sar in cui si decreta l’esatto contrario giaceva già da 20 giorni nei cassetti di Rutelli. Quale futuro quindi per la metro C? Tornano in mente le riflessioni del presidente di Roma Metropolitane, Chicco Testa, quando a marzo la stazione Venezia stava già per saltare: «Se la tratta centrale diventasse irrealizzabile – confessava Testa – allora bisognerebbe ripensare l’intero percorso». Perché qualora, come promesso dal Comune, la tratta esterna della «C» Pantano-San Giovanni venisse davvero inaugurata nel 2011, gran parte dell’utenza proveniente dalla popolosa periferia sud-est della Capitale si andrebbe a riversare sul nodo di scambio con la «A» San Giovanni, portandolo rapidamente al collasso. Oppure c’è l’opzione del cosiddetto «modello Torino» adottato dal Campidoglio per la linea D. La «metro leggera» ad automazione integrale riproposta ieri dal presidente di Italia nostra Carlo Ripa di Meana e dal consigliere Antonio Tamburrino: «Siamo davanti – hanno spiegato – a una nuova bocciatura del progetto definito modello romano. Un progetto giurassico e costoso e che per salvare l’archeologia – il cui strato è a 15-20 metri sottoterra – ha previsto due tunnel separati larghi 10 metri, a 35 metri di profondità e lunghi chilometri, collocando così autentiche portaerei nel cuore di Roma». «Portaerei» dalle quali poi i passeggeri devono risalire: ed è per realizzare i pozzi di ventilazione che arrivano i guai. O meglio, sono già arrivati.

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Commenti

1. The Professionist - marzo 6, 2008

Sicuramente Roma è una città difficile, in tutti i sensi, ma per problemi come la metropolitana, per esempio, ci sono tre tipi di “soluzioni”.
La prima è di far si che l’archeologia, la storia millenaria e quant’altro renda la vita nella nostra città priva di qualsiasi progresso. A questo punto suggerirei di andare tutti a vivere altrove e fare di Roma un immenso museo con tanto di biglietto di ingresso e di guida turistica.
La seconda è di far largo al progresso e all’innovazione distruggendo con un certo menefreghismo quanto la nostra civiltà di ha dato in eredità, diventando sempre di più un popolo privo della propria memoria e della propria cultura.
La terza, che mi piace pensare sia ancora praticabile, è quella di convivere con la storia senza rinunciare alla modernità, è quella di preservare la bellezza di quanto ereditato inserendo nuove infrastrutture. Tale percorso, sicuramente più complicato, è possibile però solo se si fa una pianificazione seria chiamando a collaborare gente seria, e non facendo la classica romanella.

2. lucio - marzo 6, 2008

di chi è la politica del no? della sinistra? roma deve esser condannata a due linee di metropolitana? roma come una città dell’800? No grazie! forse chi ha scritto quel “bellissimo” articolo non usa i mezzi pubblici, lo inviterei a farlo e non per un giorno, ma per un mese o due e poi ne riparliamo; approposito i tram o i bus non sono minimamente paragonabili all’efficenza della metro. mi dovreste spiegare che senso ha lasciare i reperti sotto metri di terra ed in fondo di anfore e cocci i magazzini dei nostri musei sono pieni, magazzini che nessuno visita… una cosa è trovare una latrina del I secolo d.C. un’altra cosa è trovare una villa patrizia, che nessuno vuole ignorare. l’idea di rutelli è buona e funzionale

3. manuele - marzo 6, 2008

avanti con i lavori !
Kiev, in Ukraina, ha già tre linee di metropolitana ed è in costruzione la quarta !
perchè Roma deve sempre distinguersi dalle altre capitali europee (e non ho fatto un paragone con le solite parigi o londra) per inefficienza e disagi (oltre che al solito degrado-incuria..) ?!

4. fabio - marzo 6, 2008

Da qualche altra parte, almeno c’è una preoccupazione sentita.

5. Andrea Rossi - marzo 6, 2008

Non c’entra niente con il tema proposto, ma voglio condividere con voi la mia soddisfazione nel veder pubblicata ieri una mia lettera al corriere della sera sulla bruttezza dei nostri mezzi pubblici.
Mi piacerebbe moltissimo un Sindaco che abbia a cuore la bellezza della citta’, una citta’ che non puo’ vivere sempre grazie alla rendita dei monumenti, questa citta’ deve avere un’arredo urbano degno di una citta’ tra le piu’ belle del mondo.
Fontanelle, edicole, pensiline atac, autobus, cassonetti, cabine telefoniche, targhe delle vie, indicazioni e segnaletica devono essere degne di Roma e non lo schifo eterogeneo che abbiamo ora.

6. Pablito, - marzo 7, 2008

Roma chiaramante ha bisogno di altre linee della metro, ma il punto è : possono essere costruite con i percorsi indicati ?
Guardate che la giunta veltroni aveva dei programmi sui fori imperiali (programmi che superano l’umana immaginazione ), non crediate che finiscono con le nuove fermate e soprattutto non illudetevi che siano a vantaggio dei romani (non per niente non se ne parla).

http://www.architettiroma.it/archweb/dettagli.asp?id=8330

7. Maurizio Cecconi - marzo 25, 2008

Quando Francesco Rutelli stava coi froci… Chi ha detto che invecchiando si diventa più saggi?


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