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WaterGate febbraio 12, 2008

Posted by degradodiroma in Segnalato da ....
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Segnalato da : F. Santori e M. Palma

Roma è diventata la città dei nasoni, le mitiche fontanelle con il caratteristico tubo ricurvo e dallo zampillo dissetante, ma sono proprio tutte indispensabili ? ci domandiamo dopo aver visionato il video “WaterGate a Roma” presente sul canale youtube grazie all’inchiesta svolta dagli studenti del corso di editoria multimediale dell’università Lumsa –> http://www.youtube.com/watch?v=7yQqmSbft_Y.

Er nasoneMa il vero scandalo è rappresentato nella video-inchiesta dalla presenza di una fontanella che eroga acqua h24 in Via di Malnome nell’estrema periferia ovest della città in un luogo desolatamente deserto ora, con questa ennesima dimostrazione di scarsa sensibilità ai problemi ambientali, auspichiamo che la politica invece di occuparsi di installare nuove fontanelle si preoccupi di iniziare un percorso per un reale decentramento nei confronti dei municipi, effettuare una mappatura dei nasoni presenti in città per cominciare quel percorso di eliminazione delle fontanelle pubbliche in eccesso da sempre annunciato ma mai purtroppo iniziato, dotare le rimanenti fontanelle di erogatori per razionalizzare l’uso delle risorse idriche, verificare la possibilità di chiudere i nasoni durante le ore notturne, attendiamo dalla giunta capitolina decisioni urgenti e significative per salvaguardare un bene prezioso e limitato come l’acqua e gestire la probabile nuova siccità della prossima estate.

da degradodiroma : anche il blog Miglioraroma si è occupato dell’argomento, ed in particolare su questo post Nasoni e sprechi

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Commenti

1. Martina - febbraio 12, 2008

chiaramente concordo, sempre che non ci siano ostacoli di natura tecnica, infatti qualcuno ha scritto sul mio Blog che i nasoni erogano acqua in continuazione perchè serve uno sfogo all’acquedotto (???)..mah

Grazie per la citazione.
Ciao,

Martina

2. Angelo Fiorillo - febbraio 12, 2008

A mio parere il fatto che eroghino acqua continuamente è garanzia di un minimo di igiene.

3. Bruno - febbraio 12, 2008

Qualcuno saprebbe spiegarmi in parole povere perchè l’ acqua che esce da una fontanella è sprecata?

Non ritorna nel ciclo naturale? – anzi, essendo pulita dovrebbe fare soltanto bene.

Tempo fa il ns comune mi inviò la brochure dove invitava, tagliando al massimo, a fare la doccia anzichè il bagno….una settimana dopo mi arriva quella sul riciclo dove, sempre in due parole, mi si invitava a lavare “bene” lattine e plastiche da riciclare.
Io ho capito che l’ acqua per lavarmi è sprecata ma quella per lavare l’ immondizia è …benedetta…!

Per me qualcosa non quadra.

Saluti

4. RondoneR - febbraio 12, 2008

Come già mi espressi da Martina (cui rimando al link messo per la mia difesa) sono contrario alla battaglia contro i superstiti nasoni…

Aggiungo oltre alla tradizione che davvero dovremmo difendere con fierezza per l’alto significato di Civiltà, che appunto i nasoni erano stati studiati con un principio di NON SPRECO.

Tutti erano dotati di bacinella per conservare più acqua (in teoria meno potabile) per usi diversi. Ricordate i mercati?

Ora, se vengono distrutte (vedi foto Pincio)

e non ristrutturate questo non deve farci indurre in tentazione del blasfemo rubinetto (che già provarono a mettere)

5. RondoneR - febbraio 12, 2008

ufffiiiiiiiiiiiiii

si perdono sempre i commenti

basta, rimando alle mie risposte da Martina (vedi il link nel post)

aggiungo solo foto nasone rotto (notare l’assenza del bacinella che conservava molta acqua per altro uso!)

6. fabio - febbraio 12, 2008

Io sono per la salvaguardia dei nasoni, una caratteristica tutta romana che permette i numerosi turisti di dissetarsi nella calura estiva. Perché in estate Roma diventa un catino infernale.
Napoli che un tempo era famosa per le sue numerose fontane, non ne ha una che sia una. Non so quando e perché furono eliminate tutte le fontane cittadine. Mistero napoletano, mistero buffo.

7. johnny - febbraio 13, 2008

Roma in fatto di acqua è all’avanguardia, non dite sciocchezze.

——————————————————-
Le fontanelle a Roma sono circa 2.500. La maggior parte è in ghisa, solo una piccola percentuale inferiore al 10% è in travertino. I nasoni vengono installati da Acea Ato 2 dietro indicazione del Dipartimento XII del Comune di Roma. La Società si occupa dell’esercizio dei nasoni.

L’acqua potabile erogata dai nasoni (lo 0,7% di quella erogata nella capitale) è la stessa che arriva nelle case dei romani e viene distribuita attraverso la stessa rete. A Roma, ogni anno vengono svolte circa 250.000 analisi che attestano la qualità dell’acqua: i prelievi (circa 7.500) vengono effettuati proprio dai diversi “nasoni” dislocati su tutto il territorio cittadino. Il flusso idrico continuo delle fontanelle garantisce dei vantaggi dal punto di vista igienico, mantenendo una velocità adeguata dell’acqua soprattutto nei tratti di condotta non magliati, con conseguente riduzione dei tempi di permanenza in rete e mantenimento di una temperatura costante.

Negli anni passati si è fatto ricorso più volte ai rubinetti o pulsanti, ma si sono verificati innumerevoli atti di vandalismo (o furti).

I rubinetti sono comunque utilizzati soprattutto sulle fontanelle ubicate nelle aree verdi (parchi, giardini, ecc.).

Una parte dell’acqua erogata dalle fontanelle viene convogliata in serbatoi del Servizio Giardini che la utilizza per innaffiare prati ed aiuole. Così come già detto precedentemente, le fontanelle hanno una indiscutibile utilità sotto il profilo igienico e garantiscono la costante freschezza dell’acqua. A Roma sono presenti circa 1.500 fontane ornamentali, di queste circa 230 sono gestite da Acea a seguito di un contratto stipulato con il XII Dipartimento del Comune di Roma. E’ importante sottolineare che l’acqua di queste fontane non è potabile (ci sono delle eccezioni come la fontana della Barcaccia) e viene riutilizzata attraverso sistemi di ricircolo presenti all’interno delle fontane stesse e mediante sistemi ad acqua fluente. La Fontana di Trevi, il Fontanone dell’Acqua Paola al Gianicolo hanno, ad esempio, sistemi di ricircolo e trattamento dell’acqua.

8. degradodiroma - febbraio 13, 2008

Siamo passati dalle fontanelle … alle fontane e tra le due cose c’è un abisso, nè queste ultime sono mai state chiamate in causa .

Ma intanto, Bruno, commento3, ha riportato alla memoria una cosa interessante … “Tempo fa il ns comune mi inviò la brochure dove invitava, tagliando al massimo, a fare la doccia anzichè il bagno….una settimana dopo mi arriva quella sul riciclo dove, sempre in due parole, mi si invitava a lavare “bene” lattine e plastiche da riciclare. Io ho capito che l’ acqua per lavarmi è sprecata ma quella per lavare l’ immondizia è …benedetta…! Per me qualcosa non quadra”

.. e non quadra neppure a me !! Come non mi quadra il richiesto risparmio casalingo affiancato allo spreco Capitolino.
Laura

9. Albert1 - febbraio 13, 2008

A mio avviso le fontanelle sono un qualcosa di bello.
Sono un simbolo della grandezza di Roma e dei romani, significano “nun solo ciavemo l’acqua da sprecà, ma semo capaci a falla arivà ‘ndò ce pare, e ve la regalamo”. Appaiono a tutti i “non romani” come una cosa da invidiare, e tante volte mi è capitato di dover bere da un “nasone” per convincere il turista americano di turno che l’acqua era buona.
Per una volta (capita anche nelle migliori famiglie) mi tocca dissentire con gli autori del post, anzi auspicherei un incremento delle installazioni, anche nelle zone “nuove”. Ad esempio, la mia casetta si trova in un posto dove nonostante oneri concessori e oblazioni siano stati pagati e strapagati da tempo immemore non esiste ancora rete fognaria e di conseguenza non è possibile richiedere ed ottenere l’allaccio dell’acqua potabile: io ho risolto con un bel pozzo di venti metri, ma se voglio bere tranquillo e ho finito la minerale, mi basta uscire di casa, farmi una passeggiata e nel raggio di 500 metri ho ben tre “nasoni” a disposizione. Hai voglia a riempire taniche e bottiglie !
I deliri antispreco (quelli dei volantini del Comune), li classifico come temporanei “divertissement” dell’assessore fintoverde del momento, utili a sprecare un po’ di carta e un po’ di denaro pubblico in campagne spot che sistematicamente lasciano il tempo che trovano (salvo far arricchire temporaneamente questa o quella agenzia di comunicazione). Peraltro non credo che esista tanta gente che spreca l’acqua tanto per sprecarla: è più facile “dimenticarsi” una luce accesa che un rubinetto aperto.

10. RondoneR - febbraio 13, 2008

conitinuo a temere molto di più il Walter Gate… 😉

11. Greko GFCREW - febbraio 13, 2008

t’offro da beve dar nasone !

Rispetto a tutti i nasoni della capitale dalla fine del 1800 caratterstica che unisce la città storica con la città dei quartieri e delle borgate.

12. manuele - febbraio 15, 2008

a Milano succede la stessa cosa.. fontanelle (molte meno rispetto a roma) senza rubinetto o regolatore , con flusso continuo di acqua potabile che si spreca inutilmente..!

13. Paolo - gennaio 17, 2009

Il Nasone non è li per dissetare i romani, ma serve come livellatore all’interno dei serbatoi dell’acqua potabile, in quanto l’acqua di Roma non viene portata da pompe ma viene a caduta dall’inteno di un monte del Reatino, per cui non potendo spengere le pompe per raggiungimento del livello massimo dei serbatoi, viene livellato dalle fontanelle come per i buchi del lavandino.

14. Marcello - febbraio 5, 2009

Sono contrario ai nasoni, si spreca solo acqua. Bisogna dotare i nasoni di dispositivi di regolazione del flusso idrico, rubinetti.


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