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Writers e teppismo gennaio 21, 2008

Posted by degradodiroma in Altro degrado, Segnalato da ..., Writers.
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Segnalato da : A. Santori e M. Palma, consiglieri in Municipio XV

Secchi rotti, aree giochi e arredi pubblici divelti, scritte e sfregi in ogni dove, writers e teppisti proseguono indisturbati la loro azione di distruzione sistematica di tutte le aree di interesse pubblico del Municipio XV, da Corviale al Trullo, fino a Portuense e Magliana. Oggi più che mai è necessario un giro di vite per arrivare a una rigorosa sorveglianza del territorio e a multe salate e certe per chi distrugge o danneggia aree pubbliche.
E’ un fenomeno in crescita e di estrema gravità, perché molto spesso gli sforzi delle Istituzioni si tramutano in veri e propri sprechi di risorse se prima non si è nelle condizioni di mettere in sicurezza le aree soggette agli  investimenti previsti dalle nuove opere.

writers

Lavori cominciati e non terminati come nelle aree dei futuri mercati rionali di Corviale e Vigna Pia, fanno si che, ad esempio, le strutture abbiano tassi di obsolescenza materiale molto più elevati, dal momento che cantieri aperti divengono quasi immediatamente soggetti ad atti di teppismo e di furto. Le aree verdi, quando riqualificate, mostrano un quasi immediato degrado, come Villa Bonelli e il Forte Portuense. Senza parlare della questione inerente le stazioni dei treni: Muratella, Villa Bonelli e Magliana Vecchia sono da tempo terra di nessuno, se non di nomadi e teppisti.
Senza parlare dei danni subiti dalle proprietà private, visto che condomini e commercianti sono quasi quotidianamente alle prese con questo fenomeno e che molto spesso si arriva tristemente a non programmare nuove opere con la avvilente consapevolezza che nel giro di poche ore verrà vanificata dal fare distruttivo del nuovo teppismo. Un teppismo, notoriamente di natura adolescenziale, che è facile intravedere quotidianamente tra i muri e nelle piazze di Roma, dove nella maggior parte delle situazioni il cittadino non denuncia perché scoraggiato dalla fisiologica mancanza della pena per tali atti o addirittura dal buonismo di una certa parte politica che giustifica da tempo tali episodi,  con argomentazioni pseudo-sociologiche che però accantonano definitivamente principi quali il rispetto della cosa pubblica, del patrimonio altrui e dell’iniziativa di decoro e bellezza che pubblico e privato potrebbero concretizzare nei quartieri di Roma senza il timore di vedere distrutte le loro aspirazioni.
In questo contesto di grave illegalità e di triste avvilimento per il sentire quotidiano della città ci chiediamo che fine abbiano fatto le applicazioni delle norme contenute nel pacchetto sicurezza miranti a garantire decoro urbano e rispetto delle aree pubbliche e private della città, aspetti fondamentali di civiltà cui la classe dirigente non sembra ancora sufficientemente interessata.

Commenti

1. manuele - gennaio 22, 2008

manganello ..!

2. superbisco - gennaio 23, 2008

Bisognerebbe dare la possibilità di far sfogare la creatività dei taggers, ma solo su dei muri “autorizzati” e applicare tolleranza ZERO per gli scempi: pagamento dell’intera pulizia del muro, lavori sociali forzati, perdita temporanea di diritti (patente, posta e altre piccole cose che però ti fanno capire che str….ta hai fatto).

Niente di violento.

3. f.solare - maggio 13, 2008

sull’argomento writers ho trovato questo articolo:

http://nuke.lungotevere.org/Default.aspx?tabid=828

che ne pensate?

4. pierpaolo - ottobre 1, 2009

governati dalla mafia,unico paese dove il falso in bilancio(truffa) non è reato,declassati a nazione con limitata libertà d’espressione,oppressi da un’impunito abusivismo edile,totalmente privi di giustizia sociale e credibilità a livello internazionale,in piena crisi economica e con un tasso di disoccupazione che aumenta vertiginosamente…certo le scritte sono un’assoluta priorità da risolvere!

5. Romina - ottobre 1, 2009

Parlare di tutto mi sembra sia un modo per non parlare di niente, per non affrontare il quotidiano.

6. P&D - ottobre 1, 2009

OT:
“unico paese dove il falso in bilancio(truffa) non è reato”
In realtà il falso in bilancio è un reato che per i casi minori in cui non coivolge i risparmiatori o lede gli interessi dei soci viene derubriacato a illecito amministrativo e sanzionato in maniera pecuniaria.
Adesso capisco la demagogia prowriters e prodegrado, ma affermare che un reato non è reato mi sembra un’esagerazione.


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