jump to navigation

Tiro con il giavellotto dicembre 13, 2007

Posted by degradodiroma in Alberi, Le mie segnalazioni.
trackback

Il Tiro con l’arco

Uno dei tanti alberi segati accanto a San Vito, quartiere Esquilino. L’area è stata recentemente pedonalizzata ma questi tronconi sono rimasti li, ad occupare prezioso spazio destinato ai parcheggi, ed a far sorridere i turisti di passaggio verso santa Maria Maggiore. Poichè Roma si è candidata per le Olimpiadi del 2020, i Romani forse hanno intanto pensato bene di organizzarsi allenandosi in strada, o forse è stato lo stesso Comune ed il suo splendido servizio giardini ad aver offerto un gioco da strada ai ragazzi del quartiere.

Laura  

Alcune notizie sulle Olimpiadi ..

Olimpiadi : Roma candidata nel 2020 da “Il Corriere”

Il gioco e lo sport – Le discipline sportive in Grecia
(da: G. Grifi, Gimnastiké [ginnastica]. Storia dell’educazione fisica e dello sport, Roma, Ed. Brain, 1988, pp. 77-96

 c. Il lancio del giavellotto
Il giavellotto, chiamato ákon, veniva lanciato in due maniere: o come tiro al bersaglio, di preparazione tipicamente bellica, o come tiro a distanza, che consisteva nel far superare all’arma scagliata un termine fisso e nel lanciarla il più distante possibile. Il primo, più forte e maneggevole, era una tipica arma da guerra; il secondo, più pesante ma non molto lungo e più bilanciato, venne utilizzato unicamente come attrezzo sportivo. Era costituito da un’asta, di abete o frassino, nella quale veniva inserita una lunga punta aguzza ed affilata, talvolta ricoperta per protezione; aveva una cordicella di cuoio attorcigliata al centro del bastone che serviva ad imprimere a questo un movimento rotatorio (facendovi forza con l’indice e il medio), che permetteva agli atleti di lanciarlo con maggior forza e fargli acquisire migliore direzione di lancio. Per questo motivo veniva chiamato anche mesákylon, cioè con la cinghia in mezzo.
Indubbiamente i due attrezzi venivano scagliati in maniera molto differente. Il giavellotto militare veniva utilizzato come tiro al bersaglio da terra o anche da cavallo con una traiettoria tesa. Il tiro con il cavallo al galoppo, come dice Senofonte, era molto più difficoltoso e consisteva nel centrare con il giavellotto uno scudo. Questo secondo tipo di lancio fu molto praticato ed entrò a far parte anche delle feste più importanti come le Panatenee, e abbiamo valide testimonianze in ceramiche attiche di come veniva effettuato.
Il lancio al bersaglio era praticato per lo più dagli efebi come addestramento militare. Per quanto concerne invece il giavellotto sportivo la tecnica era molto simile a quella attuale.

m. Il tiro con l’arco
Anche questa specialità, che non entrò mai a far parte delle classiche feste sportive greche, ebbe una vita di tutto rilievo, se non altro per motivazioni belliche. Già nei giochi in onore della morte di Patroclo compare accanto alle altre gare la competizione di tiro con al bersaglio; ne parlano Pindaro e Teocrito. […] Riservata per lo più agli efebi, ebbe prevalentemente una destinazione militare.

Advertisements

Commenti

1. Sessorium - dicembre 13, 2007

Accipicchia pero’ ci voleva una foto un po più ampia per capire dove e come è collocato sto cippo !!

2. fabio - dicembre 13, 2007

Non ci ho capito una cippa (ergo, ho capito).

3. Roma - dicembre 15, 2007

L’ho visto stamattina, le indicazione erano chiare dopotutto, e non è l’unico “troncone” della via né di Roma che sta in quelle condizioni. A Roma si abbattono alberi per ogni motivo, ma mai che si ripiantassero…


Sorry comments are closed for this entry

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: