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Cittadini indignati, tutto è come prima dicembre 4, 2007

Posted by degradodiroma in Segnalato da ....
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Segnalato da : F. Santori (Consigliere del Municipio Roma XVI)  e
                      L. De Benedictis (Presidente CdQ Vignaccia Aldobrandeschi)

Nonostante i residenti abbiano atteso mesi per lo sgombero dell’area verde in Via degli Aldobrandeschi nulla è cambiato tranne che l’indignazione dei cittadini che cresce giorno dopo giorno a seguito dell’intervento di sgombero della baraccopoli abusiva nel quartiere Aurelio-Pisana.

L’intervento delle forze dell’ordine, seppur efficace, non ha sortito alcun effetto infatti i romeni nomadi presenti nell’area questa notte hanno rioccupato l’area  riallocandosi abusivamente in Via degli Aldobrandeschi proprio nello spazio sgombrato solo da qualche ora,  presto verranno realizzate le baracche, abbattute solo ieri, e le donne e le figlie, temporaneamente dislocate nei centri di accoglienza capitolini, dei nomadi maschi, rimasti a presidiare l’area, presto si ricongiungeranno con i familiari e verrà nuovamente realizzata quella baraccopoli che da 9 mesi era già presente nel quartiere.

Ci chiediamo a questo punto che interesse c’è a sperperare denaro pubblico per interventi faticosi e impegnativi di sgombero delle aree quando poi il problema non viene risolto alla radice e la zona non viene immediatamente bonificata, sorvegliata e recintata ?  E’ necessario che il Sindaco Veltroni comprenda che è venuto il momento che davvero entri in campo a livello nazionale per risolvere la piaga di Roma e per mettere Polizia e Carabinieri nelle condizioni di operare realmente sollecitando il governo nazionale ad adottare un decreto legge che preveda l’espulsione coatta e condotta dei cittadini comunitari che non hanno reddito nè lavoro solo in questo modo si possono mettere da parte gli interventi spot del primo cittadino democratico a mezzo servizio per la città.

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Commenti

1. alessandro c. - dicembre 4, 2007

“”””l’espulsione coatta e condotta dei cittadini comunitari che non hanno reddito nè lavoro”””””””””””

…pura utopia in Italia!

2. Daniele - dicembre 4, 2007

Il mezzo-sindaco che ha Roma dovrebbe innanzitutto fare il sindaco e poi prendere esempio da Cittadella.

3. Albert1 - dicembre 4, 2007

Questo è ciò che accade quando determinate iniziative vengono prese esclusivamente a scopo propagandistico. C’è da aggiungere che nel momento in cui si lascia che gli insediamenti raggiungano dimensioni da vera e propria borgata è palese che non si riesca a rimediare.
D’altra parte, lo “sgombero” fa molto più effetto quando si tratta di tanta gente, forse è per quello che si aspetta.
Rimane emblematico il caso della “cittadina” di vicolo dell’Imbarco, in XV, sgomberata con squilli di trombe, polizia rumena (n. 3 agenti) e tutti i crismi quest’estate:
2-3.000 persone completamente allo sbando che, nel migliore dei casi, si sono spostate armi e bagagli di due chilometri. Si lo so, l’ho già scritto, ma repetita juvant: da un campo ne sono nati almeno cinque, completamente fuori controllo. C’è da dire ad onor del vero che la zona di vicolo dell’Imbarco è tuttora presidiata (guardie private, che tra l’altro paghiamo noi), ma talmente presidiata che, azzardandomi a chiedere se potevo passare per rifarmi una bella passeggiata sul greto del Tevere come quindici anni fa, a momenti mi prendo una cancellata in faccia. Io: cittadino italiano che cerca di riappropriarsi di uno spazio pubblico (e anche suggestivo, ora che è pulito) che per anni gli era stato negato.
Da persona che orbita dal 1980 tra XV e XVI municipio posso dire che tra zingari, nomadi, Residence Bravetta, immigrati di tutte le etnie possibili, italianissimi zozzoni vari e sindaci incapaci, me le sono fatte sul serio a peperini.

4. fabio - dicembre 4, 2007

Io ho sempre detto che queste sparate virili degli sgomberi forzati sono una grandissima presa per il c… Lo faceva anche Rutelli sei sette anni fa. Si torna sempre a capo.
Si devono prendere seri provvedimenti con apposite leggi europee definitive.

5. degradodiroma - dicembre 5, 2007

Volevo segnalare la lettura di due articoli de “Il Giornale” di ieri 4/12
Sicurezza : tante parole, pochi fatti e
Pioggia di ricorsi contro gli sgomberi nei campi nomadi

Laura

6. Albert1 - dicembre 5, 2007

Laura: chettedevodadì, fanno bene !

A questo punto fanno bene.
Abbiamo permesso che la situazione raggiungesse questo livello e la beffa ce la meritiamo tutta.
Siamo buoni, siamo italiani, siamo accoglienti, siamo tolleranti e che da un giorno all’altro ci mettiamo a fare gli sgomberi con la polizia ?
Non ce lo possiamo permettere, abbiamo mostrato troppo e troppo a lungo quanto siamo fresconi e adesso ci becchiamo le conseguenze.
E non parlo di “quelli che comandano”, parlo di noi cittadini: noi che ci divertiamo a discorrere di questo e di quello, che perdiamo tempo a difenderci dalle immancabili accuse di presunto razzismo, che in conclusione ci sentiamo pure un po’ in colpa e finiamo per “chiudere un occhio” anche noi. Tutto si appiattisce, tutto va a finire nel calderone delle chiacchiere nazional-popolari e dei dibattiti televisivi, tutto va a fare da strumento a chi in quel momento vuole e può sfruttarlo.
E noi, fiduciosi beoti, ce ne stiamo li a guardare mentre quelli più svegli di noi ci guadagnano (belli de casa, sto dicendo che gli zingari sono più svegli di noi, vi rendete conto della gravità della cosa ?).

Adesso (come già largamente preannunciato), io mi sono rotto le scatole. Visto come va e come funziona, un bel ricorsino contro il Comune (o chi per lui) lo alzo pure io, e voglio vedere che succede:

Questi soggetti, permettendo che per anni nomadi e senzatetto si accampassero di fronte a dove lavoro e di fianco a dove vivo, ignorando scientemente tutte le mie obiezioni e le mie segnalazioni, lasciando che questa gente insozzasse, inquinasse, rubasse, rapinasse, ammucchiasse monnezza, accendesse fuochi, rendesse invivibile parte della mia città, hanno LESO I MIEI DIRITTI UMANI. Il mio diritto alla salute, alla sicurezza, alla tranquillità, al vivere civile, ad essere ascoltato, e chi più ne ha più ne metta.

E’ finito il tempo delle petizioni. Corte Europea, arrivo. Dovrà pure servire a qualcosa ‘sta ca***io di Europa.

7. degradodiroma - dicembre 5, 2007

Albert1 .. la tua idea mi sembra OTTIMA e PERSEGUIBILE .. fammi sapere quali azioni intraprendi potrebbe essere una occasione per alzare i toni tutti insieme … e se poi arrivassero a pioggia richieste di rimborso da parte dei cittadini Romani .. non sarebbe male !!!
8) Ciao.
Laura

8. superbisco - dicembre 11, 2007

Si Albert. Informati e fammi sapere. Ti darò una mano.

9. Albert1 - dicembre 11, 2007

Beh, ho sparato un tantino alto… Non è che la Corte Europea dei Diritti Umani si possa adire così dal giorno alla notte (a meno che non siamo nomadi romeni, allora sì).

Sicuramente però (e questo si può anzi si deve fare), i passi iniziali sono questi:

Raccogliere ogni prova possibile relativa a disservizi, disagi, mancanze del Comune di Roma.

Raccogliere allo stesso modo tutte le segnalazioni fatte (qualsiasi comunicazione che abbia ricevuto almeno una risposta o un numero di protocollo va bene). Valgono ovviamente quelle che non hanno avuto seguito efficace in tempi accettabili.

Valutare il danno subito individualmente da ogni singola situazione ed assegnargli un valore. Ovvio che la richiesta debba essere “nominale” nel senso che anche se penso che mi abbiano rotto le scatole per 10.000 euro, chiederò una somma simbolica di, mettiamo, 100 euro. Il bello è quando le richieste arrivano a raffica da 100-200 persone, tutte per lo stesso motivo.

Da qui si parte. Si prepara una lettera con la richiesta di risarcimento dettagliata e circostanziata e si manda al Comune. Occhio perchè siamo al punto di non ritorno: da qui in poi (a meno che – caso improbabile – non dicano “gentile cittadino hai ragione eccoti i soldi”), bisogna cominciare l’iter legale (qui mettersi tutti insieme già potrebbe convenire, perchè cominciano a servire i soldi).

Lungo la strada dei tre gradi di giudizio è possibile che si vinca, ma nel caso (estremamente facile) che vada tutto male, posto che abbiamo tenuto bene i conti, allora proponiamo tutto finalmente alla Corte Europea. C’è da tenere a mente il fatto che questa si occupa solo ed esclusivamente di ricorsi che riguardano la violazione dei diritti umani, quindi l’ammortizzatore scoppiato per la buca ce lo ripariamo da soli. Nel nostro caso, i diritti applicabili sono quello alla salute, alla sicurezza, all’abitazione, alla riservatezza.
Per anglofoni e francofoni le informazioni sono qui: ECHR Home Page le norme e la carta dei diritti con i protocolli aggiuntivi sono disponibili ovviamente anche in italiano.

10. liberale e intelligente - marzo 2, 2008

Una class-action di romani contro il comune che non tutela i nostri diritti umani? Una ragionevole richiesta per un paese civile. Peccato che VIVIAMO IN ITALIA! Quella con Napoli sommersa di mondezza. Quella del portale italia.it. Quella con, anzi senza, i crocifissi alle pareti delle aule scolastiche perchè offensivi per quei quattro arabi ignoranti che si permettono di comandarci a bacchetta. Logica conclusione che anche quei quattro zingari altrettanto ignoranti (ma anche ladri) insorgano perchè li disturbiamo.
Non so voi… ma a me l’Italia ha veramente ro##* || €@§§o!!!


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