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Smaltimento amianto. Cosa fare ? ottobre 10, 2007

Posted by degradodiroma in Eternit, Segnalato da ....
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Segnalato da : bilobiolo

(da degradodiroma : questa lettera è stata inoltrata a l’assessorato per ambiente del Comune di Roma, sono in attesa di risposta)

SCUSATE LA LUNGHEZZA, VI SEGNALO LA LETTERA INOLTRATA ALLA ASL RM C E LA SUCCESSIVA RISPOSTA AD UNA NOSTRA LEGITTIMA RICHIESTA DI CONTROLLI SUI TETTI IN ETERNIT DELLA ZONA PRENESTINA-VILLA GORDIANI.

VOI CI SAPETE SUGGERIRE COSA FARE ???

destinatario : ASL RM C
Buongiorno,
chiedo scusa in anticipo se inoltro una mail già  inviata al 6° municipio ma probabilmente l’indirizzo a cui ho scritto non è l’esatto destinatario al quale devo rivolgermi per avere una risposta.
Tenendo conto che l’amianto è proibito dal 1992, per quale motivo molte zone di Roma hanno ancora i tetti in Amianto e i “cassoni” dell’acqua in Eternit ? Un amico chirurgo americano (che ha tentato invano di curare malati di asbestosi e mesotelioma) al quale ho fatto visionare i tetti di viale Partenope, via Altavilla Irpina e via Genazzano mi ha confermato che l’amianto dei tetti è in pessime condizioni. Capisco che lo smaltimento costi tanto, troppo (soprattutto per quelle persone anziane che hanno fatto il loro corso di vita e quindi si disinteressano fermamente al problema) ma si potrebbe intanto mandare un tecnico per le rilevazioni del caso e magari incapsulare con quella particolare “vernice” i tetti della zona?
Ovviamente ho fatto già  presente il problema all’amministratore del mio condominio ma è un’altro esemplare di ignorante in materia, probabilmente non abitando nel palazzo non si preoccupa delle eventuali patologie derivanti dalle fibre di amianto. Chiedo quindi un aiuto da parte vostra affinchè iniziate quanto prima controlli nella zona sopra indicata.
Ringrazio in anticipo per la collaborazione e un’eventuale risposta, sono a disposizione per qualsiasi chiarimento a questo indirizzo : ….
Grazie

QUI SOTTO LA RISPOSTA DELL’UFFICIO COMPETENTE :

Non so perchè vi risulti inattivo l’indirizzo e mail del Dipartimento, comunque volentieri Le rispondo in dettaglio, invitandoLa nel contempo a visionare le note informative sull’argomento contenute nel nostro sito.
L’amianto è al bando in Italia dal 1992. Dal 1994 è cessata ogni attività  di produzione e dal 2005 il bando è entrato in vigore in tutta Europa.
Questo significa che non si può più estrarre, produrre, importare amianto nè manufatti in amianto, ma ovviamente non significa che tutti i manufatti in amianto prodotti e installati in precedenza siano fuorilegge e debbano essere rimossi. Per utilizzare i termini della direttiva europea tutti questi manufatti possono legittimamente rimanere in uso fino alla fine della loro vita utile.
I quantitativi di materiali di amianto tuttora in opera sono imponenti. Solo per quanto riguarda le coperture in cemento-amianto si calcola che ci siano in Italia circa 1 miliardo e mezzo dei metri quadri. Qualunque strategia operativa di rimozione generalizzata, oltre ad essere praticamente inattuabile, produrrebbe un disastro ambientale solo per gli aspetti di smaltimento dei materiali di risulta.
La presenza di amianto nell’ambiente può costituire un problema sanitario quanto la natura del materiale  rilascia fibre di amianto in aria che possono essere respirate. Questo aspetto è¨ rilevante per i materiali di tipo friabile (es. intonaci antifuoco applicati a spruzzo) che sono proprio per questo oggetto di specifiche disposizioni normative di controllo. Nel caso del cemento amianto, invece le fibre di amianto sono inglobate in una matrice stabile e sono quindi disperse molto difficilmente nell’ambiente. Fenomeni di rottura e di corrosione dei materiali in amianto cemento possono incrementare questo rilascio che tuttavia, alla luce dei numerosissimi studi fino ad oggi condotti, è comunque sempre estremamente ridotto. Quando i materiali di amianto cemento sono situati all’esterno il fenomeno del rilascio è sempre inferiore alle capacità  di rilevazione dei nostri metodi analitici.
Naturalmente nessuno vieta al suo condominio di procedere ad un intervento di rimozione, purchè sia effettuato nel rispetto delle cautele previste dalle norme per la tutela dei lavoratori addetti, la prevenzione dell’inquinamento ambientale e lo smaltimento dei rifiuti, rivolgendosi ad un’impresa autorizzata iscritta nell’apposita sezione dell’albo gestori ambientali.
Colgo l’occasione per porgerle cordiali saluti 
Fulvio DèOrsi
Direttore Servizio PRESAL
ASL RM C

CHE NE PENSATE ??????????????

Commenti

1. Romina - ottobre 10, 2007

…ossia , l’Italia si è adeguata alla normativa in senso stretto perchè non ne produce/importa/estrae più, al singolo cittadino invece sta la coscienza ( e la conoscenza) di rimovere da sè il rischio, motu proprio. Il rischio (calcolato) di cui parla il DeOrsi è lo stesso che ha mosso l’emanazione della normativa, quindi, se il rischio è considerato così forte da far emanare una normativa perchè quello specifico è da ritenersi “poco significativo”?

2. degradodiroma - ottobre 10, 2007

Ricevo da Fabrizio Santori, al quale avevo posto la questione, la seguente risposta.
Laura
***********************************************************
Gentilissimi amici e amiche del quartiere Prenestino,
purtroppo le nostre istituzioni non si smentiscono mai.

Ritengo infatti la risposta dell’Asl Roma C evasiva, superficiale e
poco attenta alla salute dei cittadini, non dimentichiamoci che proprio questo organo è preposto istituzionalmente alla tutela e alla protezione della salute dei cittadini. Sarebbe stato opportuno un sopralluogo per constatare lo stato di pericolo segnalandolo alle autorità competenti.
Noi sul territorio romano abbiamo vinto tante battaglie contro la
pubblica amministrazione per aver lasciato da almeno 30-40 anni eternit e amianto nelle strutture pubbliche generando un grave impatto sui luoghi rendendoli insalubri e pericolosi per la salute degli studenti, dei docenti, degli operatori scolastici, dei lavoratori, degli utenti stessi, ecc ma la questione purtroppo è più complicata quando subentrano strutture private e lo scarso senso civico di alcuni privati. Tenuto conto che l’amministrazione pubblica non può spendere denaro pubblico per interventi privati anche qui possiamo vincere ma dobbiamo sicuramente fare pressioni importanti per risolvere la problematica.

Fabrizio Santori
consigliere del Municipio XVI di Roma
http://www.fabriziosantori.com

Vi consiglio di scrivere un ESPOSTO DENUNCIA E DIFFIDA AD INTERVENIRE indirizzata a

ASL ROMA C DIPARTIMENTO PREVENZIONE E TUTELA SALUTE PUBBLICA

ARPA REGIONE LAZIO

CARABINIERI REPARTO N.O.E. TUTELA AMBIENTALE

COMANDANTE GRUPPO VI POLIZIA MUNICIPALE DI ROMA

ASSESSORATO AMBIENTE DEL COMUNE DI ROMA

ISPETTORATO EDILIZIO UOT MUNICIPIO ROMA VI

AL DIFENSORE CIVICO DEL COMUNE DI ROMA

ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’ PUBBLICA

AL COMMISSARIATO DI POLIZIA DI ZONA

ALLA STAZIONE DEI CARABINIERI DELLA ZONA

nell’esposto chiedete alle istituzioni di intimare i proprietari ad intervenire altrimenti in via subordinata chiedete l’intervento in danno della pubblica amministrazione (l’amministrazione interviene e chiede successivamente i fondi ai privati interessati).

Tenetemi aggiornato.
un caro saluto
Fabrizio Santori

3. Daniele - ottobre 10, 2007

Avete provato a chiedere quanto costerebbe al cittadino fa rimuovere i manufatti?

4. bilobiolo - ottobre 10, 2007

NEL RINGRAZIARE PER LA PUBBLICAZIONE DELLA MAIL NEL VOSTRO SITO, VI SEGNALO QUESTA ULTERIORE E SUCCESSIVA RISPOSTA DELLO STESSO RESPONSABILE DELL’ASL FULVIO D’ORSI. FACCIO NOTARE CHE AVEVAMO GIA’ INTERPELLATO SIA L’ARPA CHE IL SISP SENZA OTTENERE ALCUNA RISPOSTA. INTERESSANTE NOTARE CHE L’ASL CI CONSIGLIA LABORATORI PRIVATI PER FARE L’ANALISI DEL RISCHIO DEL AMIANTO NELLA ZONA IN QUESTIONE :
Il nostro è un Servizio che si occupa solo di ambienti di lavoro (Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro) per cui non facciamo le rilevazioni che Lei richiede per il suo condominio.
Può provare ad interpellare il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (SISP) della ASL territorialmente competente oppure l’ARPA (/agenzia Regionale di Protezione Ambientale). Non mi risulta però che le rilevazioni che Lei chiede vengano fatte perchè la natura del problema è ormai ben conosciuta e non richiede indagini ambientali per valutare il rischio per la salute pubblica.
Se vuole può rivolgersi a un laboratorio privato
Cordiali saluti
Fulvio d’Orsi

5. alfredo brunetti - gennaio 20, 2008

abito nella casa di proprieta’ del comune di roma in via pisino.10 nello stabile ci sono i vecchi cassoni dell’acqua che non si sa chi debba toglierli tra il municipio6 e soc. romeo.Fatte varie richieste nessuno interviene (cosa fare?) codiali saluti

6. Lotty - aprile 28, 2008

E’ una vergogna che nessuno provveda alla bonifica dell’amianto.

7. bilobiolo - dicembre 2, 2008

per alfredo:

se non hai paura delle conseguenze, vai a fare una bella denuncia penale! Il Giudice deciderà chi deve rimuovere l’amianto.

8. valentina orpelli - novembre 24, 2009

io vorrei sapere una volta segnalato all arpa il problema e avendo ricevuto un numero di telefono che entro 30 gg mi assicura una super visione del tetto di 120 mq da me segnalato quanto ci mettono massimo massimo a smantellarlo una volta verificata la pericolosita(vivo a perugia)sono in ansia perche ho paura di essere messa ina lista d attesa infinita-

9. degradodiroma - novembre 24, 2009

Io non so dare una risposta in merito anche se comunque il sospetto della lista infinita mi sembra “possibile”.

Laura

10. valentina orpelli - novembre 24, 2009

lei lavora all arpa o alla usl?arrivederci


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