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L’ammazza cristiani novembre 23, 2006

Posted by degradodiroma in Degrado, Le mie segnalazioni, Promesse, Trasporto urbano, Veltroni - VI anno.
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busIdealmente saliamo sul tram che dalla Via Prenestina raggiunge Porta Maggiore, o prendiamo un autobus che dalla Stazione Termini raggiunge Via Tiburtina, o quello anticamente denominato “ammazza-cristiani” (ora chiamato Metro, a Roma si fa presto ad avere una nuova Metro, … basta cambiare nome alle antiche cose)  ossia quello che dalla Via Casilina raggiunge i Laziali … insomma saliamo su un mezzo pubblico … magari di quelli che si muovono in zone non propriamente centrali di Roma … e se siamo ancora un po’ addormentati perché sono ancora le prime ore del mattino potremmo continuare un sogno … quello di essere in un’altra nazione, in un altro paese, in Romania, in Bulgaria, in Africa … in Cina, o in un campo nomadi .. e provare la sensazione di sentirsi stranieri nella propria città, su questi mezzi infatti ci sono rappresentanze di tutti i popoli, con qualche rara eccezione dovuta alla presenza di Italiani. Con l’andar del giorno il paesaggio cambia .. ma il sottobosco è sempre uguale.

Tutti salgono, nessuno paga, tutti con TESSERA. Poi c’è chi si stravacca, chi appoggia i piedi sugli altri sedili, chi attacca il chewingum masticato al retro della poltrona di fronte, c’è chi dorme, c’è chi sale con bagagli ingombranti … regolarmente non paganti, chi mangia, chi beve, chi borseggia, chi palpa, chi urla al telefono, chi sale al centro, chi scende dietro .. Non sale nessun controllore, è lecito far tutto, a spese di tutti.

Mi assale un ricordo, il bigliettaio. Prima, sugli autobus, c’era il bigliettaio, che posto vicino alla porta adibita alla salita, quella sul fondo, distribuiva micro biglietti arancioni o rossi o blu a seconda delle tariffe. Usava un ditalino di plastica ed una spugnetta bagnata per facilitare il rilascio del tagliandino.

10000 LireDava resti ai paganti con carta-moneta. Se eri più alto di 1 metro pagavi regolarmente così come per gli ingombri delle valige più grandi di una certa dimensione. Controllava i passeggeri, si assicurava che fossero tutti in possesso del biglietto e che usassero un comportamento civile. Oggi no non è più cosi .. ma se sali su di un autobus e non ti sei preso le zecche puoi ritenerti fortunato … ed andare a lavorare tranquillamente … proseguendo il viaggio … fino in Romania !

Laura

 

un nuovo tram (N.Y.)  Roosevelt Island New York ed uno vecchio Tram a confronto

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Commenti

1. Romina - novembre 23, 2006

questo è il progresso del modello Roma.

2. alessandro c. - novembre 23, 2006

Ho segnalato più volte all’ATAC tutto quello che tu dici…che bello quando una volta c’era il signore, dietro lo sportellino con la serrandina sul tram, che ti faceva i biglietti……insomma ho segnalato e suggerito: perchè non ripristinate tali figure sui mezzi? il loro stipendio verrebbe automaticamente pagato da tutti i biglietti recuperati dai soliti furbi e la qualità di vita sui mezzi pubblici migliorerebbe notevolmente (secondo me è solo questa la cosa da recuperare…la QUALITA’…allora forse gli ITALIANI tornerebbero sui bus/tram e il traffico diminuirebbe….un pò…a parte gli irriducilbili pigroni strombazzatori e neo schumi)…..QUESTA E’ UNA DELLE RISPOSTE:

Gentile signor XXXXX Alessandro, salve. Sono Clara del Servizio Clienti di Atac SpA e rispondo alla sua mail del 22 febbraio scorso. Al riguardo le comunico che i problemi legati alla sicurezza del trasporto pubblico, per quel che riguarda la superficie, i conducenti possono solo “invitare” i mendicanti, eventualmente presenti in vettura, a non disturbare i clienti o far intervenire, contro sospetti borseggiatori, le forze dell’ordine se reperibili lungo il percorso effettuato dalla linea. Lo stesso regolamento di Polizia Urbana prevede un’ammenda nei confronti dei molestatori che può essere elevata solo dal personale addetto alla verifica dei titoli di viaggio. Tenga comunque presente che la soluzione di questo problema – in superficie come nel metrò – non dipende solo dalle società di trasporto ma anche – trattandosi di ordine pubblico – dalla Polizia di Stato.
Relativamente al problema dell’evasione tariffaria, posso confermarLe che Atac sta provvedendo al potenziamento e al miglioramento del Servizio di Verifica che, insieme alle Vendite, costituisce un comparto strategico per l’Azienda. E’ in questi settori, infatti, che sono stati di recente indirizzati la maggior parte degli investimenti, sia in termini di nuove assunzioni che di progetti di riorganizzazione. Un congruo numero di giovani verificatori è già operativo sui mezzi di superficie e sulle metropolitane. Tali interventi sono stati messi in campo anche con la finalità di svolgere un’azione deterrente al dilagare del fenomeno dell’evasione tariffaria, come da Lei evidenziato. La informo comunque che il piano mensile delle verifiche prevede una programmazione dei controlli – per periodicità ed intensità – basata sul tasso di evasione riscontrato nelle varie zone della città.

La saluto cordialmente.

Clara del Servizio Clienti Atac SpA

Atac Ti Ascolta

cl: 70668

Questa “risposta” mi è stata fornita a febbraio 2006…ed è stato l’ultima, poichè mi sono un pò stufato di scrivere e ricevere risposte che prendono in giro le persone intelligenti……non fanno niente e questo lo si può vedere tutti i giorni….io tra l’altro giro in moto e quindi non mi servo dei mezzi pubblici (senza aggravare ancor più la crisi del traffico che c’è a Roma….ma qualche volta ci salgo ed è VOMITEVOLE!!!!!!! e in più alla mia fidanzata hanno messo 2 volte le mani nella borsa ed in tasca….la seconda è volato via il cellulare….PS: per il “furbo” che ha effettuato lo “scippo” (casomai fosse così intelligente da saper usare un pc, ma ho i miei dubbi)…lavoro in una grande società di telecomuinicazioni e dopo un attimo (come avrai notato) ti ho bloccato SIM e CELLULARE, così te li puoi mettere entrambi dove sai tu…a dimostrare quanto sei idiota, poichè oggi come oggi i cellulari si bloccano!!!!!!!!!!!!!!!

Scusate lo sfogo….Ciao Laura…sei sempre GRANDE!!!!!!

3. degradodiroma - novembre 23, 2006

Credo che prima o poi finirò per allestire una nuova categoria ma sono indecisa se identificarla con : “Le promesse” o con “Pinocchio”.
Già perchè tutti promettono e …. nessuno mantiene … ma si sa che le bugie hanno le gambe corte corte !!
Ciao 😀
Laura

4. argentalico - novembre 23, 2006

Giusta la definizione!

5. romacogitans - dicembre 1, 2006

Rivoglio i bigliettai sul bus!

Pubblicato da romacogitans, 1st Dicembre 2006

Regina d’arretratezza tra tutte le grandi città dotate di una pessima offerta di trasporto pubblico su ferro, Roma ha un inestricabile dedalo di linee di autobus che la attraversano, in genere a ritmi da lumaca.

Tante le linee, ancora di più gli autobus, ma pochissimi quelli che fanno i biglietti. Lo affermo da utente ultradecennale che si muove quasi esclusivamente con i mezzi pubblici. Giorni fa, seduto sul 765, mi sono girato con sospetto al sentire il CLACK di una timbratura. Saranno tutti abbonati? Ora, dopo alcuni lustri, a bordo dei mezzi di ATAC e apparentate addirittura ha fatto la ricomparsa la macchinetta vendi-biglietti, ma non ci vuole molto a capire che è un ennesimo maldestro tentativo di arginare la brutta usanza dei viaggiatori a sbafo.

Chi usa l’autobus e paga il biglietto si sente nel giusto, ma anche un po’ coglione (come spesso succede a chiunque onesto e ligio al dovere in questo Paese), perché l’impressione è che la stragrande maggioranza di chi prende i mezzi pubblici faccia il “portoghese”.

Lancio una proposta: perché non reintrodurre la figura del bigliettaio? Forse economicamente all’ATAC non converrà (così dice l’ATAC, ma sarà vero? Ad occhio invece ci sarebbe un incremento degli introiti di almeno 10 volte quello attuale!!!), ma almeno potrà aumentare la sicurezza a bordo per conducenti (non più soli sugli automezzi, specie in zone o orari “scomodi”) e utenti, funzionerebbe da ammortizzatore sociale grazie alle nuove assunzioni, e soprattutto chi tendenzialmente è persona onesta e già oggi propende al pagamento del biglietto non avrà né la tentazione “sociale” di viaggiare in nero (per non sentirsi imbecille rispetto ai “portoghesi”), né invece, obliterando il biglietto, di pagare anche per gli avventori a scrocco-cronico, e sentirsi ancora più coglionato e sfruttato.

da: http://romacogitans.wordpress.com/tag/trasporti/

6. Michele Castorina - marzo 7, 2010

Viaggio sui mezzi pubblici Romani solo un paio di volte l`anno ormai, essendo diventato un triste cittadino Britannico . La differenza che trovo oggi e` chiara e preoccupante…per noi giovani andare sull`autobus o sul tram quando ci recavamo a scuola o quando girovagavamo per l`Urbe nei lontani anni 60nta era una gioia e uno svago, un momento che ci offriva la possibilita` di ammirare ed amare quel museo all`aperto che era la nostra amata citta`, unica e ineguagliabile. Ricordo i grandi giri fatti con la circolare che presa a Piazza Ungheria ci riportava indietro dopo aver attraversato Roma in lungo e in largo.. le scorribande con l`allora 53 che da Viale Parioli ci portava a Piazza Sa Silvestro….che meraviglia. Ed i grandi giri che mi facevo con l` L, diventato poi 55. Mi portava da Via Castellini a Largo Argentina. Era un percorso giornaliero e felice che mi gratificava e mi permetteva ancora di sentirmi Romano a tutti gli effetti e orgoglioso di tutto quello che mi circondava. Ero diventato amicissimo del bigliettaio e del conducente e. .a volte ,quando per circostanze varie mancavo qualche corsa settimanale, ricordo che i due simpaticissimi amici si preoccupavano. E se ancora ero in ritardo di un paio di minuti o giu di li, vedevo l`autobus in distanza che mi aspettava. Che senso ha ora il descrivere le sensazioni di oggi, della Roma degli anni 2000 ? Preferisco passare… non descriverle e ricordare con affetto e nostalgia solo quegli anni lontani.

Cordialmente, Michele Castorina

7. degradodiroma - marzo 7, 2010

Bellissimo questo commento che mi porta indietro nel tempo.

Rimembranze e nostalgie, pezzi di vita che non tornano più e che non sarà più possibile rivivere.

Per me il ricordo del tram con le panchine di legno disposte lungo i finestrini, i tragitti verso San Lorenzo e l’Università, le dispense in grembo e la paura degli esami.

Laura


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